Dal vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega, Matteo Salvini, arriva una secca bocciatura alla proposta di legge del Movimento 5 Stelle che consentirebbe la coltivazione domestica della cannabis. “Non passerà mai”, afferma Salvini a margine dell’inaugurazione della sede dell’Ugl a Milano. Un'affermazione motivata dal fatto che questa istanza “non è nel contratto di governo” e quindi non è mai stata mai discussa dai due alleati, o quanto meno non è stata trovata un’intesa sul tema. Il nuovo strappo tra i due alleati di governo si era già aperto con le proposte del ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, che aveva già spiegato che il tema non è nel contratto di governo e che la proposta del M5s altro non era se non una “provocazione”.

La tensione tra Lega e M5s sembra comunque non preoccupare Di Maio: “Io non vedo nessuna provocazione e nessuna volontà di strappare, semplicemente portiamo avanti delle istanze come forze politiche. Noi portiamo avanti le nostre campagne come forze politiche che stanno insieme in un contratto, ma nelle elezioni saremo l'uno contro l'altro. Non posso che apprezzare come stiamo portando avanti il lavoro perché una soluzione la troviamo sempre. Non bisogna meravigliarsi che tra due forze politiche ci sia una competizione leale: è normale che sia così, alla fine le cose si risolvono tutte”.

La proposta del M5s

Il disegno di legge è stato presentato dal senatore del M5s, Matteo Mantero. Si prevede la possibilità di consentire la coltivazione domestica in forma individuale, fino a tre piante. Allo stesso modo è consentita la detenzione fino a 15 grammi di cannabis in casa e 5 fuori. Obiettivo della proposta di legge è anche quello di legalizzare la cannabis per portare risorse nelle casse dello Stato, togliendole alla criminalità organizzata. Perché, spiega Mantero, “in Italia circa 5 milioni di persone fanno uso di hashish o marijuana, ed essendo illegale coltivarla in casa, queste persone sono costrette a rivolgersi al mercato nero”.

La Lega aveva immediatamente bocciato la proposta del Movimento 5 Stelle con Lorenzo Fontana, ministro con la delega a questo settore. “Le proposte sulla legalizzazione dell’uso della cannabis non sono concordate. Non è nel contratto di governo e non è nell’agenda della Lega”, aveva detto un paio di giorni fa il ministro leghista. “Ci sorprende che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro”, aveva affermato Fontana bloccando subito ogni possibilità di approvazione della legge.

Magi a Salvini: ‘In Parlamento c'è maggioranza favorevole'

Riccardo Magi, deputato di +Europa, risponde immediatamente al ministro dell'Interno, tornando a sostenere la necessità di discutere la legge in Parlamento: "Salvini dice che la legalizzazione della cannabis non passerà mai perché non è nel contratto di governo? Si consenta piuttosto al Parlamento di discuterne a partire dalla proposta di legge popolare sottoscritta da 67 mila cittadini, che giace dal 2016 nel cassetto del presidente Fico. Se si avviasse l'esame senza ‘vincolo di mandato', emergerebbe una maggioranza di deputati e senatori favorevoli alla legalizzazione della cannabis, si tratta di non continuare a evitare la discussione come è stato fatto finora in spregio alla Costituzione e alla volontà dei cittadini", scrive su Facebook.