
Le manifestazioni e i cortei per il 25 aprile in occasione della Festa della Liberazione: da Roma a Milano, passando per Bologna, Firenze e Napoli, in tutta Italia si sono tenuti cortei, celebrazioni istituzionali e iniziative promosse da associazioni partigiane, sindacati e amministrazioni locali per l’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Nella Capitale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio all’Altare della Patria. Nel pomeriggio a una coppia di coniugi iscritti all'Anpi, che indossavano il fazzoletto rosso dell'Associazione dei partigiani, sono stati feriti, in modo non grave, dai piombini di una pistola ad area compressa, a margine del corteo nell'area di parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo. Sempre a Roma, in mattinata, nei pressi di Porta San Paolo, l'arrivo di un gruppo guidato dai Radicali Italiani con bandiere ucraine ha provocato scontr: durante gli attimi di tensione è stato utilizzato spray urticante, con il coinvolgimento anche di agenti. Il presidente Matteo Hallissey ha riportato un'abrasione alla cornea.
Mentre a Milano, dopo oltre un’ora di contestazione dei movimenti pro Pal che hanno bloccato il corteo, la Brigata Ebraica scortata dalla polizia in antisommossa è stata costretta ad abbandonare il corteo. Nel caos si sono levati cori, urla e insulti antisemiti. Denuncia Emanuele Fiano, figlio di Nedo, ex prigioniero nel campo di sterminio di Auschwitz, un'aggressione verbale giunta da un manifestante: "Siete solo saponette mancate". A Bologna il sindaco Matteo Lepore è stato contestato da alcuni attivisti ProPal e durante il corteo è stata lanciata verdura contro la sede di Fdi. Alla manifestazione di Napoli è stato esposto un cartello con l'immagine del ministro dell'Istruzione Valditara, a testa in giù.
Caccia all'uomo in mimetica che ha sparato con una pistola ad aria compressa ai due attivisti
La polizia ha effettuato i rilievi lungo via delle Sette Chiese a Roma e nelle strade adiacenti. Sono stati recuperati piombini bianchi, probabilmente quelli dell'arma utilizzata ai danni dei due attivisti dell'Anpi, che sono stati sentiti in commissariato per ricostruire la dinamica dell'aggressione subita. Le indagini si concentrano ora sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso lo scooter con la targa e i movimenti dell'uomo, che dopo aver sparato è fuggito.
Anpi Roma ha dato la notizia dal palco e ha definito le due vittime, marito e moglie estremamente "scioccate", sottolineando come fossero presenti alla festa della Liberazione insieme ad altri militanti e cittadini.
Spray urticante contro Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani: aveva la bandiera ucraina
Matteo Hallissey, Presidente di +Europa e Radicali Italiani, ha riportato un'abrasione della cornea a causa dello spray urticante spruzzato dai militanti di Cambiare Rotta che hanno strappato a lui e ad altri militanti radicali le bandiera dell'Ucraina. "Questo è quanto attestato dal personale del pronto soccorso oftalmico di Roma", ha riferito lo stesso Halissey, "una lesione causata dallo spray urticante che ci è stato spruzzato questa mattina".
"È necessario dirlo con chiarezza", ha aggiunto, "sono i gruppi violenti di estrema sinistra a tradire lo spirito di questa giornata. Non dovrebbero essere loro a marciare in piazza. Il 25 aprile appartiene a chi difende la libertà, non a chi la nega con la violenza". "Quella piazza", ha aggiunto il presidente di +Europa, "è di Tino, l'anziano allontanato a Bologna perché sventolava le bandiere dell'Ucraina e dell'Unione europea. È della comunità ucraina, respinta in molte città mentre manifestava pacificamente. È dei dirigenti di +Europa che hanno visto le bandiere europee che avevano portato in piazza a Roma bruciate. Questa è la nostra piazza, quella di chi celebra la libertà e sostiene, ancora oggi, tutti i popoli che lottano per conquistarla. Sta agli organizzatori e alle formazioni progressiste prendere le distanze da chi, ogni volta, tenta di trasformare una festa plurale in un terreno di scontro e squadrismo".
Lancio di verdura contro la sede di Fdi a Bologna
Verdure contro la sede bolognese di Fratelli d'Italia sono state lanciate durante il corteo antagonista che ha sfilato in mattinata per manifestare contro la guerra e contro il governo, ma anche contro l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Lepore. Partiti da Piazza dell'Unità, quando gli attivisti sono arrivati davanti alla sede di FdI di via Stalingrado, presidiata dalle forze dell'ordine, si sono fermati ed è iniziato il lancio di verdure. Non ci sono stati comunque scontri né momenti di tensione. La stessa sede nelle scorse settimane era stata oggetto di imbrattamenti. La manifestazione, organizzata da varie sigle e collettivi (Crash, Cua, Cambiare Rotta, Usb, Giovani Palestinesi, Potere al Popolo), ha visto la partecipazione di oltre 5mila persone.
Ucei: "25 aprile deturbato da antisemitismo, appello a Mattarella"
L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane insieme alle Comunità ebraiche di Milano, Bologna e Roma esprimono "la più ferma e indignata condanna per quanto avvenuto oggi nel corso delle manifestazioni di Milano, Bologna e Roma: episodi gravissimi e violenti hanno deturpato una giornata che rappresenta un pilastro della memoria e dell'identità democratica del nostro Paese, il 25 aprile – Festa della Liberazione dal nazifascismo. A Milano per la prima volta è stato impedito a gruppi ebraici di sfilare con i propri simboli alle celebrazioni".
"È particolarmente grave che sia stata presa di mira anche la memoria della Brigata Ebraica, formazione composta da volontari ebrei che combatterono al fianco degli Alleati per la liberazione dell'Italia dal nazifascismo: offendere la Brigata Ebraica significa offendere la storia stessa della Liberazione italiana", osservano Livia Ottolenghi (Ucei), Walker Meghnagi (Comunità Ebraica di Milano), Daniele De Paz (Comunità Ebraica di Bologna) e Victor Fadlun (Comunità Ebraica di Roma).
"Nelle piazze italiane si sono registrati condotte e slogan apertamente antisemiti ("siete solo saponette mancate"). L'antisemitismo è manifestazione di odio che colpisce cittadini italiani e comunità radicate nella storia della Repubblica", sottolineano. A nome di tutte le 21 Comunità ebraiche italiane, l'Ucei rivolge un sofferente appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché continui a essere garante dei valori costituzionali: la libertà di manifestare non può mai tradursi in intimidazione o discriminazione verso altri cittadini, la libertà di parola non può essere compressa o limitata, come avvenuto nel corso della dittatura fascista. Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani, nessuno escluso. Non permetteremo mai che venga dimenticato il contributo ebraico alla Resistenza e alla costruzione della Repubblica, né che venga stravolta la Storia o traditi i principi costituzionali", concludono.
Presidente comunità ebraica di Roma: "Con l'insulto 'saponette mancate' superata linea rossa"
"Cacciare la Brigata Ebraica dal corteo di Milano, lanciare abominevoli insulti antisemiti come ‘saponette mancate’ a chi porta il vessillo di chi ha realmente combattuto per la Liberazione, addirittura sostenere come ha insinuato il Sindaco Sala che c’era da aspettarselo, astenendosi da una vera condanna, tutto questo è superare la linea rossa. Se non ci sarà una netta presa di posizione dei leader di tutte le forze politiche con la precisa individuazione delle responsabilità e la condanna di un antisemitismo uscito platealmente allo scoperto, in pericolo non saranno solo gli ebrei in Italia ma la stessa democrazia". Lo dichiara Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma.
"E non basta più condannare: occorre applicare la legge e reprimere gesti e azioni che sono reati e sono abietti", spiega. "È inaccettabile che la Brigata Ebraica, proprio la Brigata Ebraica, non abbia potuto sfilare oggi. La Comunità ebraica di Roma non ha partecipato alle manifestazioni del 25 Aprile solo perché quest’anno coincide con Shabbat, ma ieri avevamo detto che proprio il nostro silenzio era partecipazione. Occorre ripensare questo appuntamento che è totalmente snaturato dal fanatismo Pro-Pal e antisemita. Non dev’essere un terreno per battaglie dell’oggi, con la pretesa di rovesciare, distorcere o negare la verità e la Storia, se non addirittura trasformare vittime ed eroi in carnefici, come purtroppo dimostra la presenza nei cortei delle bandiere di un’organizzazione terroristica come Hezbollah".
"Ci appelliamo al Presidente Mattarella, sempre inflessibile nella difesa dei valori fondamentali della nostra Costituzione, perché ristabilisca la verità e ribadisca la ferma condanna dell’antisemitismo. E lo ringraziamo per essere andato per il 25 Aprile a San Severino Marche, uno dei luoghi simbolici della Resistenza e poi della Liberazione", conclude
Da Forza Italia giovani Umbria solidarietà ad Arianna Ciccone, allontanata dal corteo per la bandiera ucraina
Forza Italia giovani Umbria "esprime la propria solidarietà ad Arianna Ciccone, fondatrice del Festival Internazionale del Giornalismo, e a tutte le persone che, insieme a lei, sono state allontanate dal corteo del 25 aprile a Perugia per essersi presentate con la bandiera ucraina". "È vergognoso che vi siano ancora persone che manifestano atteggiamenti di disprezzo nei confronti di una bandiera che rappresenta pienamente i valori della Resistenza" sottolinea il segretario regionale, Edoardo Pannacci, esprimendo, a nome di tutto il gruppo giovanile, la totale condanna per quanto accaduto. Dopo avere condiviso le parole sui social da Arianna Ciccone, "Quando ti mandano via da un corteo perché la bandiera ucraina è considerata una provocazione, e ti dicono che è come andare a una manifestazione del PD con la bandiera di Fratelli d'Italia, capisci che questa gente non è antifascista", Forza Italia giovani ribadisce che la sua posizione "è e sarà sempre a favore dell'Ucraina, paese sovrano e indipendente, aggredito dalla Russia di Putin". "Colpisce inoltre – dice ancora Pannacci – che si tratti del secondo anno consecutivo in cui a Perugia si verifica un episodio di violenza nei confronti della bandiera ucraina. Lo scorso anno, a Borgo XX Giugno, fu aggredito il professor Moretti insieme ad alcuni esponenti di Azione".
La giornalista Arianna Ciccone con bandiera ucraina allontanata da corteo a Perugia
È stata allontanata perché aveva la bandiera dell'Ucraina da un corteo organizzato da alcune associazioni nel centro di Perugia in occasione del 25 aprile, Arianna Ciccone, co fondatrice del festival del Giornalismo. Che è stata invece poi accolta in quello ufficiale organizzato dal Comune.
"Sono andata al corteo partito da piazza Danti e loro mi hanno detto che dovevo togliere la bandiera ucraina perché in quello non le volevano" ha detto Arianna Ciccone raggiunta dall'ANSA. "Quella dell'Ucraina – ha aggiunto -, perché poi ho visto la bandiera della Palestina e anche dell'Iran. Quando ho chiesto spiegazioni non me le hanno saputa dare e non mi hanno voluto dire chi fossero gli organizzatori. Mi hanno solo detto di avere trovato un compromesso tra di loro e quindi le bandiere non ci dovevano essere. Io non lo sapevo. Mi hanno urlato ‘tu sei di un gruppo, tu sei di un gruppo' ma quando mai… gli ho risposto". "Mi hanno detto che era come andare a una manifestazione del Partito democratico con la bandiera di Fratelli d'Italia – ha spiegato ancora – e la mia risposta è stata ‘ma siete pazzi? Gli ucraini sono vostri nemici?'". Ciccone si è poi unita al corteo ufficiale organizzato dal Comune di Perugia. "Sono stata con la bandiera dell'Ucraina – ha detto – e nessuno si è permesso di aggredirmi. Anzi, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha parlato dell'Ucraina più volte nel suo discorso".
Chi sono le due vittime degli spari alla manifestazione a Roma
Le due vittime, raggiunte nel pomeriggio dai colpi di una pistola ad aria compressa al corteo del 25 aprile a Roma, sono un uomo e una donna, marito e moglie, di una cinquantina d'anni, iscritti all'Anpi che indossavano il fazzoletto rosso dell'Associazione dei partigiani. "Come ci sentiamo? Molto scossi e indignati". È la frase ripetuta dai due manifestanti dell'Anpi, che sono statu feriti lievemente: lei è stata colpita alla spalla, lui al viso ed alla mano.
Secondo la ricostruzione, mentre la coppia stava cercando una gelateria, un uomo, a bordo di uno scooter chiaro con casco integrale e giacca mimetica che poteva sembrare di tipo militare, si sarebbe avvicinato, estraendo rapidamente la pistola ed esplodendo colpi con una pistola ad aria compressa, presumibilmente una softair, da dieci metri di distanza, per dileguarsi subito dopo.
I due sono stati medicati in ambulanza e poi sono stati sentiti al commissariato Colombo. Gli stessi organizzatori hanno comunicato la notizia dell'attacco dal palco della manifestazione parlando di !gesto gravissimo". Sul caso sono in corso le indagini della Digos e degli agenti del Commissariato Colombo che stanno anche analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
"Ho visto – racconta la donna ferita, Rossana Gabrieli – una persona giovane con un casco, che si è fermato e ha puntato un'arma, non un'arma vera e propria perché, per fortuna, il danno non è stato grave e ha ripetutamente sparato a me e alla persona che era con me, colpendoci". Quanto accaduto, aggiunge, "dimostra che di queste manifestazioni si continua ad averne una grande necessità perché i fascisti che si comportano da vigliacchi continuano ad esserci e noi dobbiamo stare molto attenti. Non va abbassata la guardia e queste persone vanno individuate e punite".
Una delle vittime degli spari a Roma: "Molto scossa e indignata"
"Al di là di come sto fisicamente, mi sento un po' scossa e indignata, molto indignata, perché questo dimostra che di queste manifestazioni si continua ad averne una grande necessità perché i fascisti che si comportano da vigliacchi continuano ad esserci e noi dobbiamo stare molto attenti. Non va abbassata la guardia e queste persone vanno individuate e punite". Lo ha detto una delle due vittime degli spari alla manifestazione dell'Anpi a Roma in un video pubblicato da Repubblica nel quale si presenta come Rossana Gabrieli.
La vittima ha raccontato la dinamica dell'attacco: "Ho visto una persona giovane con un casco, che si è fermato e ha puntato un'arma, non un'arma vera e propria perché, per fortuna, il danno non è stato grave e ha ripetutamente sparato a me e alla persona che era con me, colpendoci". Conferma che lei è stata colpita "alla spalla e a lui al viso e alla mano". Quanto all'autore dell'attacco era "sicuramente una persona giovane, dai movimenti rapidi" e "aveva un giubbottino verde militare e il casco integrale". Il fatto "è successo all'inizio di via delle Sette Chiese".
Spari al corteo per il 25 aprile a Roma, Pd: "Solidarietà ai due attivisti Anpi colpiti, gesto pericoloso"
"Tutta la nostra solidarietà alle due persone colpite da colpi di pistola ad aria compressa nei pressi di Parco Schuster, a margine della manifestazione per la celebrazione del 25 aprile. Un gesto grave e pericoloso, ancor più preoccupante se legato al fatto che le due persone prese di mira avessero al collo il fazzoletto dell'ANPI". Lo scrive Enzo Foschi, segretario Pd Roma.
Spari a Parco Schuster a Roma, presidente municipio Ciaccheri: "Contro attivisti Anpi atto criminale a freddo"
"Quanto accaduto oggi al Parco Schuster è un fatto grave, che non può essere minimizzato né archiviato come episodio isolato. Due cittadini — stavano festeggiando il 25 aprile con il fazzoletto dell'Anpi al collo — sono stati colpiti da una pistola a piombini sparata da uno scooter in corsa su via delle Sette Chiese. Un atto criminoso, per il quale ci auguriamo che i responsabili vengano individuati e perseguiti al più presto. Ma è anche qualcosa di più: è un'azione intimidatoria, deliberatamente diretta contro chi stava celebrando la Resistenza e la Liberazione". Lo afferma il presidente del municipio VIII di Roma, Amedeo Ciaccheri, minisindaco del territorio dove i due attivisti dell'Anpi sono stati feriti con colpi di pistola ad aria compressa.
"È stata un'aggressione a freddo, compiuta contro chi portava i simboli dell'antifascismo in una delle giornate più cariche di significato per questo Paese. Parco Schuster è nel cuore del Municipio VIII – ha aggiunto – , è la piazza della nostra festa della Liberazione, lo spazio dove ogni anno decine di migliaia di romani e romane si ritrovano per ricordare e per stare insieme. Colpire quella festa, in quel luogo, non è un caso". "Esprimo piena solidarietà alle due persone ferite, alla comunità dell'Anpi, a tutti i partecipanti alla manifestazione. E chiedo alle autorità competenti massima attenzione nelle indagini: sapere chi erano i responsabili, da dove vengono, cosa li ha mossi, è necessario non soltanto sul piano giudiziario, ma su quello politico. Il 25 aprile non si tocca. La Resistenza non si intimidisce. Viva la Liberazione", ha precisato Ciaccheri.
Dopo l'aggressione al corteo di Roma polizia sul posto per i rilievi
Proseguono i rilievi della polizia sul luogo dell'aggressione avvenuta nella zona Ostiense, dove oggi, mentre era in corso la festa della Liberazione a parco Schuster, sono stati esplosi colpi con un'arma ad aria compressa contro due attivisti dell'Anpi, marito e moglie. All'angolo tra via delle Sette Chiese e viale Ostiense sarebbero stati rinvenuti dei piombini bianchi, che potrebbero essere proprio quelli sparati dall'arma utilizzata. Gli investigatori stanno inoltre analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza dei locali poco distanti per ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Presidente comunità ebraica di Milano Meghnagi: "Colpa di quello che è successo è di Anpi, sono antisemiti"
La "colpa" di ciò che è successo oggi al corteo milanese del 25 aprile, con la Brigata ebraica duramente contestata, bloccata e infine scortata fuori dal corteo dalle forze dell'ordine "è dell'Anpi. Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo e il presidente provinciale Primo Minelli sono antisemiti senza saperlo". Lo dice il presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, al termine dell'incontro con il questore Bruno Megale. Con "le loro dichiarazioni" Pagliarulo e Minelli "incitano all'antisemitismo", attacca Meghnagi.
Milano, Brigata Ebraica incontra il questore, telefonate con Piantedosi e Pisani
A Milano offese antisemite alla Brigata Ebraica, raggiunta da slogan dei Pro Pal: "Siete saponette mancate". Lo spezzone dei partigiani ebrei è costretto, scortato dalle forze dell'ordine, a lasciare il corteo ma denuncia: "Siamo stati cacciati dalla polizia, non era mai successo". Il capo della Polizia Vittorio Pisani e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sono poi intervenuti al telefono all'incontro che gli esponenti della Brigata e della comunità ebraica di Milano hanno avuto con il questore Bruno Megale. "Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare", ha spiegato Emanuele Fiano. Una conversazione sul "fenomeno nuovo in larga scala diffuso" di antisemitismo "che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare" e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno "da domani. Non si può far finta di niente".
Procura di Roma attende prima informativa sul ferimento di un uomo e una donna, iscritti all'Anpi
La Procura di Roma attende una prima informativa dalle forze dell'ordine sul ferimento di un uomo e di una donna, entrambi iscritti all'Anpi, a margine di una manifestazione il 25 aprile nella zona di via delle Sette Chiese. L'incartamento potrebbe finire all'attenzione dei pm dell'antiterrorismo. Gli inquirenti potrebbero ipotizzare il reato di lesioni aggravate. I due feriti sono già stati ascoltati dagli investigatori. In base ad una prima ricostruzione sono stati colpiti da alcuni piombini esplosi da una pistola ad aria. A fare fuoco un uomo, forse un giovane, a bordo di uno scooter con casco integrale e giacca mimetica.
Spari al corteo a Roma, Fratoianni: "Nessuna impunità può essere accettata"
"Che due persone con il fazzoletto dell ‘Anpi al collo vengano colpite da colpi di pistola, anche se ad aria compressa, come è avvenuto a Roma è di una gravità assoluta. Ai due feriti la nostra solidarietà. Siamo certi che le forze dell'ordine individueranno al più presto il responsabile di questo gesto". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs appena appresa la notizia di quanto accaduto nella Capitale. "Si tratta – prosegue il leader rossoverde – di un ulteriore episodio di una lunga serie di intimidazioni, minacce, atti di violenza di segno fascista che da troppo tempo si stanno verificando nel Paese. Nessuna impunità, nessuna sottovalutazione – conclude Fratoianni – può essere accettata in uno Stato democratico".
Il sindaco Gualtieri: "Spari al corteo del 25 aprile fatti gravi, sia fatta piena luce"
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri: "È gravissimo l’episodio che ha coinvolto due persone rimaste ferite da colpi di pistola ad aria compressa mentre si accingevano a celebrare la Festa della Liberazione del 25 aprile. Si tratta di un fatto inquietante, che colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro Paese. Mi auguro che venga fatta piena luce al più presto su quanto accaduto e che i responsabili di questo gesto vile e vigliacco siano assicurati alla giustizia".
Ripartito il corteo a Milano per la Liberazione, Brigata Ebraica uscita e va verso la Questura
È ripartito, dopo oltre due ore di stallo e dopo l'uscita della Brigata ebraica, il corteo principale del 25 aprile a Milano, che era stato bloccato da una contestazione degli attivisti pro pal contro la Brigata Ebraica; ora la marcia è ripresa in direzione di piazza Duomo, dove i comizi finali sono già iniziati. Un gruppo di un centinaio di manifestanti con bandiere della Palestina ha seguito lo spezzone della Brigata ebraica quando è uscita dal corteo, in via Senato, ed è stato fermato da un cordone di forze dell'ordine. Tra gli slogan urlati dai manifestanti, "Palestina libera, "Milano sa da che parte stare. Palestina libera dal fiume al mare" e "Fuori i sionisti da Milano".
In questi minuti lo spezzone della Brigata ebraica che ha lasciato il corteo si sta dirigendo verso la Questura di Milano, in via Fatebenefratelli; una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal questore Bruno Megale. Tra i presenti Emanuele Fiano, Daniele Nahum e il consigliere regionale Manfredi Palmeri.
Spari al corteo del 25 aprile a Roma: un uomo e una donna colpiti da proiettili da pistola ad aria compressa
Colpi di pistola ad aria compressa al corteo del 25 aprile al parco Schuster a Roma. Dalle prime informazioni ci sarebbero due feriti. Si tratta di un uomo e una donna, due compagni con il fazzoletto dell’ANPI: sono stati soccorsi dai sanitari del 118, fortunatamente non sono in pericolo di vita. Gli spari sarebbero partiti da qualcuno a bordo di uno scooter. Impugnava una pistola a piombini mentre si trovavano su via Ostiense.
A Napoli foto di Valditara a testa in giù sotto patibolo di cartone durante corteo per la Liberazione
Durante le manifestazioni per la festa della Liberazione a Napoli un gruppo di attivisti ha esposto un cartello con la foto del ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, a testa in giù; l'immagine è stata collocata sotto un patibolo di cartone nero, dietro lo striscione "Da sempre per sempre studenti partigiani". L'iniziativa, organizzata da diverse reti, associazioni e realtà di movimento napoletane, si dichiara "contro i nuovi autoritarismi e la moltiplicazione di misure antidemocratiche" e "contro il Governo Meloni, contro la guerra, il genocidio del popolo palestinese, il razzismo istituzionale e la corsa agli armamenti".
Milano, corteo del 25 aprile bloccato da attivisti pro pal, accerchiata la Brigata Ebraica
Scontri a Milano durante il corteo del 25 aprile: lo spezzone composto dalla Brigata Ebraica è stato bloccato da centinaia di manifestanti, al grido di "assassini", "fuori" e "Palestina libera". Gli attivisti hanno accerchiato lo spezzone impedendogli di proseguire prima che arrivasse a San Babila, all'incrocio con via San Damiano. La testa del corteo è quasi arrivata in piazza Duomo, mentre tutto il resto risulta bloccato dalle proteste; gli attivisti pro pal, continuando a urlare slogan, hanno bloccato il passaggio all'incrocio con via Senato e corso di Porta Venezia. Sul posto ci sono le forze dell'ordine in tenuta antisommossa.
Napoli, in migliaia al corteo per il 25 aprile tra le strade del centro cittadino
È partito intorno alle 14 il corteo per il 25 aprile a Napoli; in strada migliaia di cittadini, che stanno attraversando le strade del centro senza disordini. Alla testa del corteo, organizzato dalla rete No Kings, lo striscione con la scritta "Liberiamoci dai re e dalle loro guerre. Siamo tutti antifascisti". In piazza, oltre a tantissimi cittadini, la rete No Kings con studenti, Libera, ANPI, Insurgentia, collettivo Argo, partiti da piazza Mancini, ai quali si sono aggiunti i manifestanti del corteo organizzato dal Movimento migranti, Ubs, aperto dallo striscione "Napoli è antisionista, antifascista, antirazzista. Resistenza palestinese". Alla manifestazione hanno aderito diverse sigle, tra cui Potere al Popolo, Ecologica Politica e Carc.
Piantedosi: "Condanna netta del nazifascismo e del regime fascista"
Per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi la celebrazione del 25 aprile è "l'occasione per ribadire, con chiarezza, una condanna netta del nazifascismo e del regime fascista, che negarono la libertà, calpestarono la dignità della persona e trascinarono l'Italia nella tragedia della guerra". Il ministro ne ha parlato a Montemiletto, in provincia di Avellino, evidenziando che "ricordare la Liberazione significa contrastare ogni forma di violenza politica, di nostalgia autoritaria, di antisemitismo, di razzismo, di intolleranza. Perché la Repubblica è nata da una rottura netta con tutto questo".
Milano, intervenute le forze dell'ordine per spostare contestatori al corteo del 25 aprile
Le forze dell'ordine sono intervenute in corso Venezia, a Milano, dove sta per partire il corteo in occasione del 25 aprile, per spostare i gruppi pro pal che stavano intralciando la partenza della manifestazione. Gli attivisti sono stati circondati, dal gruppo i cori: "Fuori i sionisti dal corteo". La possibilità che avvenissero contestazioni di questo genere era stata presa in considerazione già nei giorni scorsi. Il direttore del Museo della Brigata Ebraica, Davide Romano, prima della partenza del corteo ha detto: "Ci saranno le solite contestazioni contro di noi in piazza San Babila ma ormai siamo abituati e lo accettiamo con serenità, noi ricordiamo chi ha liberato l'Italia".
Il gruppo sfilerà insieme a cittadini iraniani, ucraini e georgiani. "Il nostro obiettivo il 25 aprile – ha aggiunto Romano – è sempre quello di allargare le comunità e le etnie presenti per ricordate la Liberazione, perché chi ha liberato l'Italia erano decine di comunità. Senza preclusione, senza alcun colore. Noi siamo qua per ricordate i 5mila soldati della Brigata ebraica, volontari ebrei che hanno combattuto contro i nazisti, se qualcuno non ci vuole viola la memoria del 25 aprile".
A Pavia bruciate bandiere della Nato e dell'Ue
Momenti di tensione questa mattina alla manifestazione a Pavia per il 25 aprile. Mentre nella chiesa di Santa Maria del Carmine era in corso la messa, alla presenza delle autorità cittadine, un gruppo di ragazzi della Federazione giovanile comunista ha bruciato una bandiera della Nato e una dell'Unione Europea. Inoltre è stato contestato il Partito Democratico, accusato di aver tradito i valori della Resistenza. Dopo la messa, il corteo è poi proseguito secondo il programma previsto.
25 aprile, Schlein a Sant'Anna di Stazzema: "Qui si è visto il male del mondo"
25 aprile, Bucci fischiato da una parte della piazza a Genova
Fischiato da una parte della piazza l'intervento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci a Genova in occasione della Festa della Liberazione, la contestazione si è placata quando ha ricordato la figura del partigiano Aldo Gastaldi detto ‘Bisagno'. La sindaca di Genova Silvia Salis si è offerta di intervenire in aiuto, ma Bucci l'ha invitata a "lasciare perdere" proseguendo l'intervento. "Senza memoria – ha detto – non c'è futuro, ci troviamo a celebrare una data che appartiene alla storia d'Italia, ma soprattutto alla coscienza civile del nostro Paese. Nello stesso tempo festeggiamo la conquista del voto alle donne il 2 giugno 1946, il 25 aprile non è una ricorrenza come le altre, è il giorno in cui l'Italia ha ritrovato la libertà, una libertà che non è caduta dal cielo, ma che è stata combattuta, voluta, cercata e conquistata, perciò dobbiamo dirlo con chiarezza: il 25 aprile è un valore universale, è la festa della libertà, della democrazia e della dignità umana, un patrimonio che appartiene a tutti gli italiani". "Quella storia è fatta di volti, persone, sacrifici, scelte difficili, giovani che hanno lasciato le case, le famiglie, hanno sofferto, comunità che hanno resistito, più di duemila morti a Genova e più di duemila deportati – ha sottolineato -. La Liguria ha dato un contributo straordinario alla lotta, fra le figure della resistenza che voglio ricordare assieme a tante altre c'è Aldo Gastaldi, il partigiano Bisagno, un uomo che seppe incarnare in modo esemplare il senso più profondo della Resistenza, ovvero disciplina, rispetto, responsabilità, amore per il prossimo e amore per l'Italia, la sua testimonianza ci parla ancora oggi ricordandoci che la libertà non è un diritto acquisito, ma rappresenta un dovere da portare avanti".
25 aprile, Mattarella ripete ancora: "Ora e sempre Resistenza"
"Lo scrittore statunitense, William Faulkner – premio Nobel per la letteratura nel 1949 -ammoniva, nel suo "Requiem per una monaca" che "il passato non è mai morto, non è neanche passato". Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l'impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche. "Gli avvenimenti in queste terre, con la decisiva avanzata delle truppe alleate, segnarono la ricongiunzione all'Italia libera delle province centro-settentrionali cadute sotto il dominio hitleriano con i suoi zelanti complici fascisti. Anche in questa regione, anche qui a San Severino, a Castel Raimondo, a Matelica, la Liberazione anticipò l'arrivo delle truppe alleate, nel luglio del 1944. Così come le Marche non furono esenti dall'esperienza di "zone libere", di centri amministrati dalle forze partigiane per periodi più o meno lunghi, "Repubbliche" modellate su principi inediti nella storia italiana, esempi embrionali di vita democratica", ha detto il Capo dello Stato
Mattarella a San Severino Marche il 25 aprile: folla e applausi per il Presidente
Conte: "25 aprile divisivo se non riconosci valori democrazia"
Il 25 aprile "è una festa divisiva per chi non vuole riconoscere i valori della convivenza democratica, la liberazione dalla opaca schiavitù repressiva nazifascista, ma non c'è possibilità di dividersi sul fatto che abbracciamo i valori della convivenza democratica e della nostra Costituzione. La Costituzione è chiaramente antifascista". Lo dice il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando a Napoli a margine delle celebrazioni per l'anniversario della liberazione. "Oggi celebriamo e onoriamo l'Italia della convivenza democratica l'Italia antifascista, l'Italia della Repubblica cosituzionale. Siamo qui perché Napoli ha offerto una testimonianza incredibile, premiata anche con la medaglia d'oro al valor militare, perché in quattro giornate questo popolo senza l'aiuto degli Alleati è stata la prima città in Italia a liberarsi, una delle primissime in Europa. Celebriamo il 25 aprile qui percheé è la festa di tutti coloro che si riconoscono nell'Italia costituzionale, democratica e antifascista".

