Niente da fare per Michele Masiello, Alberto Lopatriello, Alessandro Zuccaro e Giuseppe Gargano. Il gip di Matera, Angelo Onorati, ha respinto il ricorso per l'attenuazione della misura cautelare presentato dagli avvocati dei quattro giovani finiti in carcere nell'ambito dell'indagine sulla violenza sessuale di gruppo subita da due turiste minorenni inglesi, di 16 e 15 anni, durante una festa in una villa di Marconia di Pisticci la notte tra il 7 e l'8 settembre scorso. Il giudice per le indagini preliminari ha così confermato la custodia cautelare in prigione per i quattro giovani, che hanno tra i 19 e i 23 anni, e che lo scorso 11 settembre sono stati arrestati dalla Polizia. I loro avvocati avevano chiesto il passaggio agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Richiesta che però non ha avuto seguito. Il prossimo appuntamento per fare luce sulla vicenda è in programma sabato prossimo, quando alle ore 9 è stato fissato l'incidente probatorio, al quale prenderanno parte anche le due giovani vittime.

Intanto, restano indagati a piede libero altri tre giovani, sempre del posto, tra i quali due cantanti trapper. Inoltre, una delle due minori avrebbe anche riconosciuto su un social network  l'ottavo giovane che avrebbe partecipato alla violenza sessuale di gruppo: tramite l'avvocato, Giuseppe Rago, è stata presentata una denuncia contro quest'ultimo, la cui posizione però è ancora al vaglio degli inquirenti. Il loro lavoro mira a far piena luce su quanto accaduto quella notte tra il 7 e l'8 settembre, quando le due giovanissime vittime, dopo essere state drogate, hanno subito una “brutale ed efferata” violenza da parte del gruppo. Le perizie mediche hanno accertato la presenza di percosse e abusi sul corpo delle due adolescenti. "Sono degli sbandati, dei delinquenti – ha detto il papà di una delle due -. Ecco perché dico loro di pentirsi. Per questi giovani potrebbe essere l’occasione di chiudere con il passato e ricominciare una nuova vita. Adesso le loro famiglie, la comunità, le istituzioni devono aprire gli occhi e accorgersi per tempo del malessere che c’è in questi giovani di Marconia”.