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Etna, terremoto a Catania: crolli e feriti
27 Dicembre 2018
10:00

Terremoto Catania, nuove scosse sull’altro versante dell’Etna: la faglia si allarga

Abitano tutte ad Aci Platani, frazione di Acireale. La faglia nelle vicinanze delle abitazioni si è allargata pericolosamente. Nella notte segnalate altre scosse (la più forte nella zona di Adrano, di magnitudo 2.7). Secondo l’Ingv. si potrebbero venire a creare nuove fratture eruttive.
A cura di Biagio Chiariello
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Sono state circa dieci le famiglie che sono state fatte evacuare nella notte dalle loro abitazioni ad Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una faglia sulla strada dove si trovano le loro case che nel corso della giornata si era allargata in maniera preoccupante provocando una frattura nell’asfalto. Lo sgombero è stato eseguito con la collaborazione di vigili del fuoco e di carabinieri della compagnia di Acireale. L'evento è collegato con l'attività sismica ed eruttiva dell'Etna che tra Natale e Santo Stefano ha innescato il terremoto di 4.8 magnitudo. Il bilancio è di 28 feriti e circa 370 sfollati.

Altre scosse sull'altro versante dell'Etna

Ma anche questa notte la terra ha tremato nel Catanese sempre per via dell’attività del vulcano. Gli strumenti dell’Ingv (l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno infatti registrato una decina di scosse, tutte di bassa intensità sull'altro versante dell'Etna: da sud-est a ovest del vulcano. La più forte nella zona di Adrano, di magnitudo 2.7 alle 7.15 del mattino, a una profondità di 4,4 chilometri. Altre sono state segnalate alle 4:40 a Zafferana Etnea e a Ragalna. E dai crateri sommitali dell’Etna si alzano ancora intense colonne di gas e cenere lavica, legata all'attività stromboliana dei crateri. Secondo l’Ingv, sulla base della distribuzione della sismicità attuale, si potrebbero però venire a creare nuove fratture eruttive a quote più basse di 2.400 metri, in coincidenza della parete occidentale ed in quella meridionale della Valle del Bove.

Notte in casa per molti: paura per atti sciacallaggio

Tra gli sfollati del terremoto del 26 dicembre, molti hanno deciso di trascorrere la notte in auto, proprio davanti la propria abitazione inagibile, nonostante il forte freddo. Anche e soprattutto per questione di sicurezza per paura di eventuali atti di sciacallaggio. C’è stato anche chi ha deciso di rientrare nelle case per passare la nottata. L’esempio praticato è quello di un albergo etneo: la convenzione stipulata con la Regione Sicilia, che paga le stanze, prevedeva l'arrivo di un centinaio di sfollati, ma se ne sono presentati in poche decine.

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