Una nottata abbastanza tranquilla, quella tra 27 e 28 dicembre, sull’Etna, dove continua la tendenza alla diminuzione dell’attività sismica. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato nelle scorse ore 7 scosse: la più intensa, di magnitudo 2, è stata rilevata alle 03:41, con epicentro a Zafferana Etnea. I valori del tremore dei condotti interni del vulcano, che registrano l’energia del magma in risalita, sono allo stesso modo in abbassamento, e si attestano su dati quasi rientranti nella norma. Pure la fase effusiva sembra gradualmente regredire, con la lava ferma nella desertica valle del Bove. Resta invece ancora presente l’attività stromboliana da crateri e bocche sommitali, con esplosioni ed emissione di una vistosa colonna di gas e cenere lavica. E anche oggi l’eruzione sull’Etna, cominciata il giorno della vigilia di Natale, non influisce sull’operatività dell’aeroporto internazionale di Catania.

Di conto, invece, è in aumento il numero delle presenze degli sfollati negli alberghi messi a loro disposizione dalla Regione Siciliana. In un hotel dove la prima sera si erano presentati in una decina a fronte di 140 persone attese, hanno deciso di prendere una stanza altre 60 persone. Non pochi i cittadini delle zone colpite dal sisma che hanno trascorso in auto davanti la propria abitazione la seconda notte dopo il terremoto di magnitudo 4.8 di Santo Stefano. E questo nonostante il sistema di protezione anti sciacallaggio sia stato potenziato dal dispositivo previsto dalla prefettura di Catania con la presenza, tra gli altri, di militari della squadra ‘Lupi’ dei carabinieri del comando provinciale. Ieri, a Catania, i vicepremier Matteo Salvini e il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio avevano invitato le persone rimaste senza casa a trascorrere “almeno la notte”, viste anche le fredde condizioni climatiche, negli hotel di Federalberghi che hanno firmato la convenzione con la Regione Siciliana.