Suona come una tragica beffa la notizia del trasferimento dell'agente Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy, da un anno in stato vegetativo per un colpo di pistola alla testa. La famiglia della giovane poliziotta ha ricevuto proprio in questi giorni la comunicazione del suo trasferimento dal carcere della Giudecca di Venezia, dove era in servizio, a quello di Civitavecchia, presso il quale la stessa Sissy aveva fatto domanda di trasferimento prima della tragedia. "Come è possibile che l'amministrazione penitenziaria non sia a conoscenza delle condizioni di Sissy?", si chiedono i familiari.

Il 1° novembre di un anno fa, l'agente 29enne fu colpita da un proiettile mentre stava svolgendo un controllo nell'ospedale di Venezia, dove si trovava ricoverata una detenuta. La giovane agente fu trovata in una pozza di sangue nell'ascensore della struttura ospedaliera e da allora ha lottato tra la vita e la morte. Oggi, dopo un delicatissimo intervento maxillocranico effettuato all'ospedale di Bergamo alcune settimane fa, le sue condizioni si sono stabilizzate, ma resta in stato vegetativo irreversibile.

Non è la prima volta, tuttavia, che il caso di Sissy finisce nel calderone delle polemiche per una clamorosa svista delle istituzioni. Un anno fa alcuni parlamentari portarono il caso all'attenzione del ministro della Giustizia, Andrea Orlando il quale, alcuni mesi dopo, rispose che si sarebbe interessato del caso ‘della morte' dell'agente Trovato Mazza. "Difficile immaginare che, come chiesto a gran voce dalla famiglia, si faccia luce sulle misteriose circostanze di quel ferimento se, a un anno di distanza dai fatti, se al Ministero non conoscono conosce le condizioni di Sissy", dicono dal gruppo ‘Sissy la Calabria è con te"  che si occupa di reperire fondi per l'assistenza medico legale della famiglia Trovato Mazza. Una famiglia, che oggi più che mai, si sente abbandonata dalle istituzioni.