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Si getta dal balcone con i figli a Catanzaro, il compagno: “Non stava bene, ma questo non potevo immaginarlo”

Il compagno della donna che nella notte tra martedì e mercoledì in via Zanotti Bianco a Catanzaro si è gettata dal balcone con i loro tre figli: “Sapevo che lei non stava bene, ma non potevo immaginare che potesse arrivare a tanto”.
A cura di Giorgia Venturini
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"Sapevo che lei non stava bene, ma non potevo immaginare che potesse arrivare a tanto". È quello che avrebbe detto agli inquirenti il compagno della donna che nella notte tra martedì e mercoledì in via Zanotti Bianco a Catanzaro ha gettato dal balcone prima i loro tre figli e poi si è lanciata nel vuoto anche lei. Nella tragedia si è salvata solo la figlia di 5 anni che però resta in condizioni gravi all'ospedale Gaslini di Genova dove è stata trasferita dopo le prime cure in Calabria. "Devo andare avanti per l’unica figlia che mi è rimasta. Mi sto aggrappando a lei per dare un senso alla mia stessa vita", ha precisato il padre, come si legge sul Corriere della Sera.

Dalle ultime informazioni dall'ospedale "la bambina ha lesioni importanti e stiamo facendo di tutto per darle le massime possibilità di recupero. È sottoposta a monitoraggi molto sofisticati in modo che il suo cervello possa esprimere il massimo potenziale di recupero", ha precisato Andrea Moscatelli, direttore della Terapia intensiva neonatale e pediatrica.

L'uomo resta in continuo contatto con i medici del reparto di rianimazione di Genova: "Nonostante il dolore, al telefono ho sentito che ha trovato un grande coraggio, anche perché i medici gli hanno dato notizie positive", precisa don Vincenzo Zoccoli dopo una telefonata con il padre della piccola.

Stando a quanto spiegato a Fanpage.it dal sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita la donna "frequentava assiduamente la parrocchia di via De Filippis che è una delle parrocchie più vive, vitali, dove ci sono molte attività. Quindi non stiamo parlando né di un quartiere degradato né di una situazione di disagio conosciuta, ma  forse di quel disagio invisibile che attraversa le nostre città". Dai primi accertamenti la donna potrebbe aver sofferto di depressione post partum dato che uno dei due bimbi morti aveva pochi mesi. Ma sono in corso ancora tutte le verifiche del caso. Intanto si attendono anche i risultati delle autopsie eseguite sulle tre salme.

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