Sciopero generale il 18 maggio 2026, si fermano treni e mezzi pubblici. Usb: “Italia complice di Israele”

"Blocchiamo tutto" era lo slogan che aveva accompagnato il viaggio della prima Global Sumud Flotilla verso Gaza, all'inizio dello scorso autunno. Ma a sette mesi di distanza quell'appello, a cui all'epoca aderirono migliaia di lavoratori e lavoratrici in tutta Italia, torna ad essere attuale: a una settimana dall'intercettazione delle nuove barca salpate verso la Striscia, l'Usb ha proclamato infatti uno sciopero – che interesserà anche i mezzi di trasporto come autobus e treni – generale per il 18 maggio "raccogliendo l'appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla".
Lo comunica l'Unione Sindacale di Base spiegando che "la guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo, l'attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici impongono un salto di qualità nella mobilitazione" e puntando il dito anche contro "le conseguenze economiche e sociali che questa guerra produce sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici".
L'organizzazione sindacale ricorda che "la guerra entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentare, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie. Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi studia, a chi si cura, a chi vive del proprio salario", fa sapere Usb che aggiunge: "A questa scelta si accompagna un attacco sempre più duro alle libertà sindacali e democratiche".
In particolare, l'Usb affermano che "l’assalto alla Global Sumud Flotilla, il sequestro degli attivisti in acque internazionali, la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, oggi in sciopero della fame, segnano un punto ulteriore di rottura. Israele agisce nella totale impunità, calpestando il diritto internazionale, sostenuto dalla complicità politica, economica e militare dei governi occidentali. Israele rappresenta oggi un pericolo per l’intera umanità. Lo rappresenta sul piano militare, perché porta la guerra oltre ogni confine, aggredisce altri Paesi, trascina l’area mediorientale e il mondo intero dentro una spirale sempre più estesa di conflitto. Lo rappresenta sul piano politico, perché mostra che uno Stato può bombardare, occupare, deportare, affamare un popolo, sequestrare attivisti internazionali e violare ogni norma del diritto internazionale continuando a godere della copertura delle potenze occidentali. Lo rappresenta anche sul piano economico, perché attorno alla guerra permanente si costruisce un modello che sposta enormi risorse pubbliche verso armi, apparati militari, industria bellica e controllo sociale, sottraendole a salari, sanità, scuola, welfare, casa, pensioni e diritti".
"Gli Stati Uniti insieme a Israele – aggiunge il sindacato – stanno portando il mondo dentro una guerra permanente e destabilizzano l’intero Medio Oriente, anche attraverso l’aggressione all’Iran. Il genocidio del popolo palestinese, l’assedio di Gaza, la distruzione di interi territori e l’aggressione contro altri Paesi sono resi possibili anche dalla complicità degli Stati Uniti, che lo sostengono, lo finanziano, lo armano e lo coprono politicamente e militarmente".
Il Governo Meloni, l’Unione Europea e la NATO, secondo l'Usb, sono altrettanto responsabili, perché sostengono, coprono e legittimano questa deriva, scelgono la sudditanza agli Stati Uniti e a Israele e trasformano la guerra in politica industriale, in spesa pubblica militare, in riarmo e in sacrifici sociali scaricati sui lavoratori e sulle lavoratrici.
Con lo sciopero generale, Usb chiede al Governo italiano di "rompere la complicità dell'Italia con la guerra, fermare il riarmo, bloccare ogni filiera economica, industriale, logistica, tecnologica, accademica e commerciale" e che le risorse "vengano tolte alla guerra e rimesse dove servono: salari, servizi pubblici, pensioni, sicurezza nei luoghi di lavoro, diritto alla casa, sanità territoriale, scuola pubblica, ricerca".