Il decretone su reddito di cittadinanza e quota 100 in tema di pensioni, approvato in via definitivo dal Senato negli scorsi giorni, prevede anche le nuove regole per il riscatto agevolato della laurea. Con le modifiche in Parlamento, il riscatto con lo sconto viene esteso anche agli over 45, purché abbiano compiuto i loro studi a partire dal 1996. Con il riscatto agevolato della laurea si permette, versando una cifra ridotta rispetto a quella solitamente prevista, di contare gli anni di studio nel calcolo degli anni di contributi versati per accedere alla pensione. Il riscatto agevolato riguarda gli anni universitari dopo il 1996 (e anche i buchi contributivi a partire da quell’anno): un anno scelto non casualmente. Difatti proprio il 1996 è l’anno di entrata in vigore della riforma del sistema contributivo: da allora la pensione è tendenzialmente più bassa perché calcolata su base contributiva e non più retributiva. L’idea di fissare proprio quella come data serve, quindi, per agevolare chi avrà una pensione più bassa.

Ci sono però alcune categorie che rimangono escluse. Ovviamente si tratta di tutti coloro i quali abbiano studiato all’università prima del 1996. Anche chi, magari, si è laureato solo un anno prima. Chi ha fatto l’università prima del 1996, quindi, non potrà riscattare gli anni accademici a prezzo scontato, ovvero poco più di 5mila euro. Chi è doppiamente svantaggiato, però, è chi si è laureato magari proprio nel 1995. E quindi il lavoro – e conseguentemente l’inizio del versamento dei contributi – lo ha trovato solo nel 1996. Il che vuol dire che questa persona da una parte non potrà accedere al riscatto agevolato e dall’altra avrà comunque la pensione su base solamente contributiva, quindi più bassa. In sostanza una doppia penalizzazione inevitabile. Alla fine, dunque, la data del 1996 è stata scelta con un criterio corretto, ma le penalizzazioni per alcune categorie rimangono inevitabili.

Come funziona il riscatto della laurea agevolato

Può chiedere il riscatto della laurea chiunque, indipendentemente dall’età, abbia compiuto gli studi universitari prima del 1996 e non sia titolare di pensione. Il costo del riscatto è stato abbassato rispetto al passato e si avrà questa agevolazione fino al 2021. L’agevolazione vale anche per i buchi contributivi, ovvero i periodi in cui il lavoratore non ha versato contributi. Secondo i calcoli effettuati, per riscattare ogni anno di studio universitario servono circa 5.400 euro. È possibile riscattare un massimo di anni corrispondente alla durata legale del corso e comunque non oltre i cinque: quindi chi ha una triennale, per esempio, può riscattare al massimo tre anni (o anche solo uno, se preferisce). I periodi da riscattare con lo sconto devono essere precedenti al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto. Si può anche versare il riscatto attraverso una rateizzazione, per un massimo di 60 rate mensili di importo non inferiore a 30 euro ciascuna.