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Svolta nell'omicidio di Antonio Fara, il barista cinquantenne trovato morto nella sua casa di Sassari in via Livorno, ucciso probabilmente con un colpo alla testa. È stato fermato nelle scorse ore un ragazzo di 24 anni, anche lui sassarese, senza fissa dimora e con problemi psichici a cui Fara avrebbe dato ospitalità presso la sua abitazione. Il presunto killer lo avrebbe aggredito e poi sarebbe fuggito. "Allo stato attuale possiamo dire che si è trattato di un omicidio – aveva detto ieri il capo della Procura Gianni Caria, che coordina l'inchiesta affidata al pm Porcheddu – siamo in una fase molto delicata delle indagini e non possiamo rivelare altri particolari". Fara era molto conosciuto nella cittadina sarda, dove gestiva una pasticceria in via Rosario. Ieri mattina però non si è presentato al bar, così il nipote ha chiamato i Vigili del fuoco che hanno dovuto forzare la porta, chiusa dall’interno, non ricevendo risposta, mentre un portoncino secondario che dà su un cortile interno è stato trovato spalancato.

Quando sono riusciti ad entrare, hanno trovato il corpo di Antonio senza vita immerso in una pozza di sangue. A risultare fatale sarebbe stato un colpo alla testa. La conferma è poi arrivata dai rilievi dei carabinieri del Ris arrivati da Cagliari e da una prima ricognizione del medico legale. Sin da subito sono iniziati accertamenti su alcune persone che la vittima aveva aiutato di recente nel mondo dei senza fissa dimora, fin quando il cerchio non si è chiuso intorno al 24enne che è stato fermato nelle scorse ore. Oltre al lavoro, infatti, Fara si dedicava ad opere di volontariato, in modo particolare nell'associazione Mos (Movimento omosessuale sardo) di cui era attivista e tra i fondatori.