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Caso Nessy Guerra in Egitto

Nessy Guerra: “Slitta ancora la decisione su mia figlia, io bloccata in casa con 3 poliziotti che mi sorvegliano”

Rinviata l’udienza per l’affidamento della figlia di Nessy Guerra, la connazionale bloccata da oltre due anni in Egitto. “Il giudice non ha voluto prendere una decisione – racconta a Fanpage.it – Io non posso uscire, ho tre poliziotti sotto casa ma il mio ex continua a minacciarci”.
Nessy Guerra.
Nessy Guerra.
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"La situazione è ancora completamente bloccata. Oggi c'è stata ludienza per l'affidamento di mia figlia, ma il giudice già tempo fa aveva detto che non voleva esprimersi su questo caso. Stamattina, anche se dovevamo depositare dei documenti importanti, non ha voluto sentire nulla, ha rinviato a ottobre dicendo che ci penserà il nuovo giudice".

A parlare a Fanpage.it e a denunciare ancora una volta la drammatica situazione che sta vivendo è Nessy Guerra, la connazionale bloccata da oltre due anni in Egitto con la figlia dopo essere fuggita dalle violenze dell'ex marito, Tamer Hamouda. Da allora l'uomo continua a minacciarla e perseguitarla.

Tempo fa l'ha denunciata per adulterio, Guerra è finita a processo ed è stata condannata in appello a 6 mesi di reclusione, nonostante il testimone con cui avrebbe commesso il reato abbia ritrattato le sue dichiarazioni, dicendo di essere stato minacciato da Hamouda.

La bambina di tre anni e mezzo è affidata dal 2024 alla nonna materna, Fiorella Mazza, che si è trasferita in Egitto vicino alla figlia, ma Hamouda si oppone. 

"Io sono bloccata in casa perché l'affidamento segue un percorso diverso da quello della mia misura detentiva. – ci spiega Guerra – Non posso uscire, ho tre poliziotti sotto casa che si danno il cambio con altri tre la sera. Ma a me non è stata confermata in nessun modo la misura domiciliare".

"Abbiamo chiesto, tramite la mia avvocata, di spiegarci cosa sta succedendo ma nessuno sa nulla, anche se è logico che non può essere così.- aggiunge – Da quello che mi dicono i miei legali egiziani, si tratterebbe di una misura detentiva solo per me, perché i domiciliari qui non vengono contemplati. È palese però che sia comunque una misura detentiva".

La ragazza ci racconta anche un episodio avvenuto qualche settimana fa: "Mi era stato detto dalla console che potevo uscire. Sono arrivata fino al supermercato, davvero 5 minuti di passeggiata, ma quando sono tornata a casa mi ha chiamato il proprietario. La polizia lo aveva contattato per dirgli che non potevo assolutamente uscire".

"In questa storia non ci sono solo io, c'è anche la mia bambina e vorrei che le cose fossero chiare. – aggiunge – Esce con i miei genitori ed è una situazione molto rischiosa, soprattutto ora che si avvicina il suo compleanno, che sarà il 25. Il mio ex ha inviato nuove minacce, dicendo che se entro il 12 agosto non arriveremo ad un accordo, ne pagheremo le conseguenze".

Il primo luglio Nessy Guerra era stata prelevata in piena notte dall'alloggio segreto in cui si trovava e accompagnata in una caserma di polizia del Cairo insieme alla figlia e ai suoi genitori, e poi rilasciata dopo un intervento dell'ambasciata italiana al Cairo, che ha formalizzato una richiesta di grazia rivolta al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che con il governo ha seguito il caso passo passo, ha annunciato in quella occasione di avere ricevuto "assicurazioni" sulla disponibilità del governo del Cairo "a collaborare per raggiungere una soluzione rapida e positiva della vicenda".

Ricordiamo inoltre che Hamouda è stato condannato in via definitiva in Italia a 3 anni per i reati di percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, furto e truffa ai danni di una precedente compagna.

"La mia paura, visto che non posso muovermi, che sono bloccata in casa, è che lui venga qui e tenti di rapire la bambina o di fare del male ai miei genitori. – ci racconta ancora Nessy – Abbiamo il morale è a terra perché siamo vittime di un'ingiustizia, lui invece viene tutelato".

E conclude: "Lo scorso anno il mio ex marito era stato condannato in secondo grado a 6 mesi per violenza domestica, stalking, violazione di domicilio e truffa, ma a lui è stata data la sospensione con la condizionale se non commette altri reati per tre anni. Per me invece la condanna è esecutiva, hanno usato proprio due pesi e due misure. E continuo a pagare per qualcosa che non ho fatto".

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