Nessy Guerra, l’ex marito appena arrestato può uscire subito: “Bastano 83 euro, nostre vite valgono poco”

"Ottantatré euro per farlo uscire dal carcere oggi. Cinquemila sterline egiziane pari a 83 euro per uscire oggi stesso dal carcere a seguito delle minacce che ha fatto contro il Console e la tentata aggressione. So già quello che succederà quando quest’uomo metterà piede fuori dal carcere. Le nostre vite valgono 83 euro? Adesso voglio vedere quello che faranno i ministri e i diplomatici".
È l'appello di Nessy Guerra – la 27enne di Sanremo condannata in Egitto per adulterio su denuncia dell’ex marito – lanciato su Instagram. L’uomo che l’ha trascinata in tribunale, Tamer Hamouda, è stato arrestato martedì pomeriggio dopo aver minacciato il console onorario italiano a Hurghada: secondo quanto ricostruito, si è presentato al resort che ospita la sede consolare insieme alla madre e ha intimato al diplomatico di dargli denaro, altrimenti gli avrebbe fatto sparare alle gambe.
Una escalation che ha trasformato una dolorosa vicenda familiare in un caso diplomatico.
Nancy sa bene cosa rischia. "So già quello che succederà", scrive, temendo che la cauzione di appena 83 euro permetta all’ex marito di tornare libero a breve. La donna si trova in Egitto con la figlia di tre anni, nascosta dopo mesi di minacce e denunce. Secondo i suoi legali, Hamouda aveva già preso di mira altri funzionari della rete diplomatica italiana e, in passato, la stessa ex moglie. In Italia è stato condannato in via definitiva dal tribunale di Genova per maltrattamenti, stalking, violenza privata, percosse, lesioni e truffa ai danni di un’altra donna. Anche in Egitto avrebbe collezionato diverse denunce.
Ieri è intervenuto direttamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Noi seguiamo giorno per giorno la vicenda di Nessy Guerra. Abbiamo trovato una sistemazione logistica in un appartamento per la giovane italiana che sta lì con la figlia e stiamo facendo di tutto, parlando anche con le autorità egiziane, per farla rientrare in Italia il prima possibile. Ma c’è una sentenza, purtroppo, di condanna. Questo non dipende da noi", ha spiegato a Rai Radio Uno. Tajani ha parlato di "qualche segnale di apertura e di attenzione" da parte del Cairo e di un contatto costante con il ministro degli Esteri egiziano.
Ora il giudice egiziano dovrà decidere sulla posizione di Hamouda: tra quindici giorni potrebbe riesaminare il caso, ma l’ipotesi di una condanna a sei mesi con la condizionale rende lo scenario ancora incerto. Per Nessy Guerra e per il console stesso, le prossime ore saranno decisive. La giovane sanremese attende ora risposte concrete da Roma e dal Cairo: dopo le parole, servono fatti.