Dalle prime ore dell’alba di oggi martedì 30 aprile, la Polizia sta eseguendo i fermi nei confronti delle otto persone considerate responsabili dei pestaggi, delle minacce e delle vessazioni psico-fisiche nei confronti del 66enne Antonio Cosimo Stano, deceduto lo scorso 23 aprile scorso dopo aver subito bullizzato e seviziato da una baby gang a Manduria, in Puglia. Si tratta di otto persone, tra cui sei minorenni, membri della cosiddetta "Comitiva degli Orfanelli”. La magistratura gli contesta i reati di tortura e sequestro di persona. I soggetti fermati sono accusati anche di danneggiamento e violazione di domicilio aggravati.

I fermi fanno seguito alle indagini svolte dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Taranto, guidata da Carlo Maria Capristo, e dalla Procura della Repubblica per i minorenni, guidata da Pina Montanaro. "Chiederemo pene esemplari per i responsabili della morte", ha detto il procuratore capo di Taranto. Per Capristo "Stano sarebbe ancora tra noi, se tutti quelli che sapevano, avessero informato gli organi di polizia molto tempo prima". Nell'inchiesta aperta sulla morte dell'anziano sono indagati in 14 ed è ipotizzata anche la contestazione di omicidio preterintenzionale. I giovanissimi avrebbero perseguitato il 66enne filmando anche con i propri smartphone le angherie; i video sarebbero poi circolati sulle chat dei vari social network. Immagini che sono state sequestrate dalla Polizia dopo la morte dello sventurato. Ieri si sono tenuti i funerali di Antonio Cosimo Stano. Sabato 4 maggio, a Manduria, ci sarà una marcia per rilanciare i valori della legalità, del rispetto e della civile convivenza.