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19 Aprile 2022
21:31

L’apicoltore di Urbino è morto per cause naturali: non ha avuto shock anafilattico dopo attacco api

Enrico Caputi, l’apicoltore di Urbino trovato morto ieri a ridosso delle sue arnie, è deceduto per cause naturali. È quanto accertato dalla Procura della città marchigiana.
A cura di Davide Falcioni
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Enrico Caputi, l'apicoltore di Urbino trovato morto ieri a ridosso delle sue arnie, è deceduto per cause naturali. È quanto accertato dalla Procura di Urbino, che ha archiviato l'episodio stabilendo che l'uomo probabilmente è stato colto da un infarto. Per questo, non si procederà con l'autopsia. Esclusa dunque l'ipotesi di uno choc anafilattico dovuto a punture degli insetti. I familiari lo avevano trovato intorno alle 13 di ieri nel suo appezzamento di terreno vicino a Rancitella di Urbino, dove svolgeva l'attività di apicoltore e possedeva 15 arnie. Una casetta di api era rovesciata e lo sciame era fuoriuscito come se l'uomo vi fosse caduto addosso, mentre stava tagliando dei rami d'albero. Quando i soccorritori sono arrivati si sono resi conto che la morte risaliva a diverse ore prima. In passato l'uomo aveva avuto problemi cardiaci.

Non vedendolo rincasare i familiari del 66enne erano usciti a cercarlo e l'avevano trovato riverso a terra. Ai soccorritori la donna aveva spiegato che il marito era andato lì per togliere dei rami pericolanti che mettevano in pericolo le arnie. Evidentemente ha perso l'equilibrio, cadendo sulle arnie e causando con la fuoriuscita delle api, che in un primo momento si era creduto lo avessero attaccato e ucciso.

Quali sono le conseguenze della puntura di un'ape

La gravità della puntura di un'ape dipende dalla dose di veleno inoculato e dall'entità della precedente sensibilizzazione. Le “normali” conseguenze comprendono dolore immediato, arrossamento, gonfiore, bruciore intenso e prurito nell'area colpita, ma nei casi più gravi può svilupparsi uno shock anafilattico. Questo è caratterizzato da una riduzione della pressione arteriosa marcata e persistente, che può condurre a intorpidimento o perdita di coscienza, vertigini e arresto cardiocircolatorio.

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