Gli sbarchi di migranti a Lampedusa sono ripresi da giorni a pieno ritmo tanto che l’hotspot è ormai stracolmo. Ieri il sindaco Totò Martello ha rivolto un appello al governo per evitare che la situazione vada definitivamente fuori controllo e intanto nelle ultime ore sono arrivati altri migranti. In totale, tra la notte scorsa e l'alba di oggi, sono arrivate a Lampedusa una trentina di persone, tutti tunisini, su tre imbarcazioni. I gruppi, dopo i primi controlli sanitari, vengono trasferiti all'hotspot dell'isola dove stanotte sono rimasti in 780 su una capienza di 95 persone. L’aumento significativo degli arrivi a Lampedusa è iniziato una decina di giorni fa.

Trasferimenti da hotspot: in 100 via dalla struttura di Lampedusa

Dalla struttura d'accoglienza di contrada Imbriacola ormai al collasso – le immagini girate all’interno mostrano sacchi di rifiuti e materassi a terra – sono pronti a partire 100 migranti che verranno imbarcati sul traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle (Agrigento) e da lì saranno trasferiti altrove. All'hotspot, dopo i 3 nuovi sbarchi, resteranno in 712. La Prefettura di Agrigento ha organizzato un piano di trasferimenti che proseguirà anche nei prossimi giorni per svuotare il centro d'accoglienza di Lampedusa.

L'appello del sindaco di Lampedusa a svuotare l'hotspot

Nelle scorse ore il sindaco Martello ha chiesto al premier Giuseppe Conte di dichiarare lo stato di emergenza: "Non capisco – ha detto il primo cittadino di Lampedusa – perché il presidente del Consiglio non dichiari lo stato di emergenza considerato che in due settimane abbiamo avuto 250 sbarchi. Cinquemila persone in 28 giorni è numero superiore al 2011: in quel caso il governo dichiarò lo stato di emergenza". A parlare di "situazione delicata" a Lampedusa anche lo stesso direttore dell'hotspot Gian Lorenzo Marinese.