video suggerito
video suggerito

La prof Chiara Guerra uccisa dal nipote 17enne: la scuola rinvia gli esami di terza media per chi non se la sente

A San Stino di Livenza continua il commosso pellegrinaggio di fiori e messaggi davanti alla casa di Chiara Guerra, la prof di 53 anni uccisa dal nipote 17enne. La scuola, scrive il Gazzettino, ha deciso di rinviare gli esami di terza media alla prossima settimana per gli alunni che non se la sentono. Le ricerche del corpo, gettato nel canale Malgher, proseguono senza esito. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Immagine

Non si arresta il pellegrinaggio di affetto davanti alla casa di Chiara Guerra. Fiori, bigliettini, striscioni e lacrime: alunni di seconda e terza media arrivano a gruppi, spesso accompagnati da genitori e professori, per rendere omaggio alla loro insegnante di italiano, uccisa a 53 anni dal nipote 17enne. Sul cancello della grande tenuta di famiglia a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, continuano ad accumularsi i messaggi: "Prof, cercheremo di fare un buon esame, in modo che lei possa essere orgogliosa di noi", si legge su uno dei cartelli lasciati dai ragazzi della 3A, quelli che lei chiamava scherzosamente "i papabili".

La scuola paritaria dell’istituto comprensivo "Rita Levi Montalcini", dove Chiara insegnava da anni, ha deciso di venire incontro al dolore degli studenti. Come riporta Il Gazzettino, per chi non se la sente di affrontare gli esami di terza media in questi giorni così difficili "è possibile rinviare le prove alla prossima settimana". Stasera alle 19.30 è inoltre in programma un momento di preghiera collettivo.

Chiara Guerra era molto più di un’insegnante per i suoi alunni. Professoressa di italiano, storia, geografia ed educazione civica, aveva il maggior numero di ore con loro. "Aveva consacrato la sua esistenza alla scuola", ha ricordato il sindaco Gianluca De Stefani. Le colleghe la descrivono come una persona che "viveva per i suoi ragazzi" e sapeva farsi rispettare con equilibrio. "Lei era la Prof con la P maiuscola", sussurra un’insegnante. "Sapeva farsi ascoltare e rispettava i ragazzi".

Riservata nella vita privata, nubile e senza figli, viveva sola nell’ampia casa di famiglia, un tempo condivisa con i genitori: la madre, insegnante in pensione, e il padre Angelo, rappresentante di farmaci veterinari e attivo nella tipografia di famiglia. L’intera proprietà si estende su circa 5 mila metri quadrati, chiusa da un cancello oltre il quale, ieri e oggi, si è svolta una vera processione laica.

Il delitto si è consumato giovedì scorso, 12 giugno. Secondo la confessione dello stesso 17enne, ha accoltellato la zia nel fienile vicino alle abitazioni, ha caricato il corpo su una carriola e l’ha trasportato per quasi un chilometro fino al canale Malgher, gettandolo in acqua insieme all’arma del delitto.

Le ricerche del corpo, finora senza esito, proseguono intense proprio nel canale Malgher e nel vicino fiume Lemene, che sfocia in Adriatico. Vigili del fuoco con sommozzatori, droni, elicottero Drago e gommoni del reparto Saf stanno setacciando la zona: secondo gli esperti la corrente non sarebbe così forte da aver trascinato lontano il cadavere.

Il nipote, reo confesso, è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La procura dei minorenni di Trieste ha chiesto la convalida del fermo. Il ragazzo si trova attualmente in una comunità per minori in provincia di Treviso e verrà probabilmente trasferito; tra due mesi compirà 18 anni. Il movente, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe legato a tensioni familiari sulla gestione del patrimonio.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views