Funerale Chiara Guerra, l’addio degli alunni alla prof uccisa dal nipote: “Grazie di aver creduto in noi”

"Grazie per aver creduto in ciascuno di noi, per tutto il tempo che ci ha donato" è lo straziante ultimo saluto degli alunni di Chiara Guerra, la docente uccisa a coltellate dal nipote 17enne a San Stino di Livenza, nel Veneziano, l'11 giugno scorso. Oggi i ragazzini hanno voluto presenziare ai funerali della 57enne professoressa di italiano accompagnando il feretro con dei palloncini bianchi e riservando alla loro docente un commosso ricordo durante la funzione religiosa.
"Oggi le diciamo addio con le lacrime agli occhi ma anche con tanta gratitudine nel cuore. Faremo del nostro meglio per renderla orgogliosa" è il messaggio firmato "i suoi ragazzi della seconda A" e letto sull'altare della chiesa parrocchiale di San Stino di Livenza da alcuni studenti dello stesso istituto comprensivo Rita Levi Montalcini. "Ancora oggi facciamo fatica a credere che non entrerà più in classe. Ci ha insegnato che ogni giorno va vissuto con coraggio rispetto e gratitudine e oggi quelle parole risuonano tra di noi" hanno aggiunto i minori ricordando la 57enne come una professoressa "che trova sempre tempo per un consiglio, una parola: ci sembrava severa ma oggi sappiamo che lo faceva per noi".
"Grazie per ogni spiegazione, per ogni parola quando ne avevamo bisogno. Per averci insegnato che la scuola non è un luogo solo dove si studia ma dove si sta insieme. Ci mancherà sia la sua voce sia la sua gentilezza, il suo modo di far sentire la scuola un luogo dove si è accolti. Ogni volta che raggiungeremo un traguardo ci ricorderemo di lei. Grazie per aver creduto in ciascuno di noi, per tutto il tempo che ci ha donato", hanno concluso.
"Cosa ci insegna questa storia? Innanzitutto il rispetto perché la morte, specie quando avviene in questo modo, è una tragedia per tutti. Non è un evento da cogliere per far spettacolo. È un evento che chiede rispetto, tanto, per Chiara e anche per la famiglia" ha detto invece il parroco nell'omelia, aggiungendo: "Normalmente quando c'è una morte, violenta o naturale, il primo gesto fatto da chi è vicino è quello di coprire la persona con un velo. Non per paura ma per rispetto, perché sotto quel telo c'è una persona fatta a immagine di Dio, che ha una dignità e nessuno può permettersi di toglierla. Oggi noi siamo qui con un profondo rispetto per Chiara ma anche per la sua famiglia colpiti da un duplice dolore. Il silenzio che ha anticipato la celebrazione dimostra questo rispetto".