Chiara Guerra uccisa dal nipote 17enne, si indaga sul movente: l’ipotesi dei dissidi familiari per l’eredità

L'omicidio di Chiara Guerra, l'insegnante di 53 anni uccisa al culmine di una lite dal nipote 17enne reo confesso a San Stino di Livenza, nel Veneziano, potrebbe essere legato a presunti dissidi legati a un'eredità che stava contrapponendo la vittima e suo fratello, cioè il padre del ragazzo.
Ora sarà la Procura dei minori di Trieste a farsi carico del caso e a tentare di fare piena luce sull'accaduto. Gli atti sono stati trasmessi dal pubblico ministero della Procura di Pordenone che ha indagato in primo luogo sul fatto aprendo un fascicolo per omicidio. Il litigio potrebbe essere stato scatenato da un rimprovero della zia.
Chi indaga ritiene che nelle ricostruzione dell'omicidio ora saranno fondamentali le versioni degli altri componenti del nucleo famigliare. La vittima e il nipote abitavano nello stesso stabile, un edificio molto grande che permetteva ai due fratelli – la vittima e il padre del giovane – di vivere in maniera indipendente.
Stando a quanto riferito da alcuni testimoni, tra i due nuclei familiari ci sarebbero stati frequenti litigi per il patrimonio di famiglia, un podere da 5mila metri quadri dove, dopo il trasferimento dei genitori in una casa di riposo, si viveva la 53enne. Il nipote, la madre e il padre abitavano invece all’interno della stessa tenuta ma in una villetta più piccola, riporta il Corriere.
La donna, descritta come una persona riservata, parlava poco di sé e della sua famiglia ma sembra avesse confidato a un’amica gli screzi con il fratello per la gestione e il mantenimento delle proprietà di famiglia.
Il Procuratore di Pordenone: "Svolta investigativa arrivata quando sono emersi i gravi dissidi familiari"
Il Procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, ha confermato l'ipotesi investigativa. "La svolta c'è stata quando sono emersi i gravi dissidi famigliari pregressi tra i due nuclei, cioè tra la vittima e la famiglia del fratello. Da quel momento, le attenzioni si sono concentrate sul minorenne che, dopo molte ore di interrogatorio, ha confessato il delitto, sabato notte", ha spiegato.
"In quel frangente, il fascicolo è transitato alla Procura dei Minori di Trieste – ha spiegato – che dunque ora è plenipotenziaria. Noi continueremo a mantenere aperto il fascicolo anche perché non è stato ritrovato il corpo della donna, su cui verteva la nostra indagine originaria per la sua scomparsa. Ci sono delle esigenze di approfondimento che potranno essere effettuate solamente al rinvenimento della salma", ha aggiunto.
"Al momento – ha concluso – si esclude il coinvolgimento di terzi nel delitto ma, ripeto, solo le analisi del corpo potranno confermare quanto dichiarato dal reo". Anche le immagini della videosorveglianza, in cui si noterebbe il giovane trasportare una carriola – con all'interno il cadavere, coperto da un telo – verso il canale confermerebbero che il 17enne ha agito da solo e all'insaputa della famiglia.
Il corpo trasportato con una carriola e gettato nel canale di Malgher
Il 17enne avrebbe confessato di aver utilizzato una carriola per trasportare il corpo, nascosto sotto un grande telo, dalla propria abitazione fino al canale di Malgher, dove l'ha gettato. Per raggiungere la zona avrebbe attraversato anche una porzione del centro della cittadina di circa 12 mila abitanti dov'è avvenuto il delitto.
A quanto si apprende, inoltre, il giovane avrebbe riportato una frattura al polso e varie ferite superficiali, anche al volto, forse provocate dalla presunta colluttazione avuta con la zia. Ad accertare le condizioni del ragazzo è stato chiamato, nella tarda serata di sabato 13 giugno, il medico legale Antonello Cirnelli.
L'omicidio avvenuto nel pomeriggio di giovedì 11 giugno in una legnaia
In un primo momento, il ragazzo avrebbe detto agli investigatori di essersi causato la frattura della mano cadendo autonomamente. L'accoltellamento della zia sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di giovedì 11 giugno in una legnaia attigua all'abitazione.
I Carabinieri hanno posto sotto sequestro sia la legnaia, in cui sono state rinvenute vaste tracce di sangue, sia il resto dell'abitazione. Il giovane ha riferito agli investigatori di aver gettato l'arma del delitto, probabilmente un lungo coltello da cucina, nel canale Malgher con il corpo della vittima.
A lanciare l'allarme per la scomparsa di Chiara Guerra e ad allertare le forze dell'ordine sarebbe stata un'amica della donna che non riusciva a mettersi in contatto con lei da oltre 48 ore. L'ultima volta che qualcuno aveva visto o sentito la donna, che di professione fa l'insegnante alle locali scuole medie, era stato attorno all'ora di pranzo di giovedì.
Da allora, il cellulare della 53enne suonava a vuoto. Sabato, dopo l'ennesimo tentativo infruttuoso, l'amica è andata a casa della donna ma non l'ha trovata. A quel punto ha allertato i parenti della vittima e i Carabinieri della locale stazione che nel giro di poche ore hanno risolto il giallo, dopo aver trovato le tracce di sangue nella legnaia e aver messo sotto torchio il nipote.
Proseguono le ricerche del corpo della 53enne, il sindaco: "Grande momento di dolore"
Intanto, proseguono le ricerche del corpo nel canale di Malgher. Nelle scorse ore, assieme a un elicottero dei Vigili del Fuoco, decollato dall'aeroporto Marco Polo, hanno operato gli specialisti delle squadre speleo alpino fluviali di Portogruaro, a bordo di alcuni gommoni e il nucleo sommozzatori di Venezia.
Le operazioni non si sono limitate al canale ma arrivano fino al fiume Loncon, in cui il corso d'acqua si immette appena dopo l'abitato di San Stino di Livenza. Sul luogo delle ricerche si è presentato anche il sindaco Gianluca De Stefani per seguire da vicino indagini e ricerche.
"Una tragedia che ha creato sgomento all'interno della nostra comunità. La famiglia Guerra è una famiglia conosciuta, bene insediata e benvoluta da tutti, anche per il ruolo che aveva la vittima. Come amministrazione siamo vicini alla famiglia in questo grande momento di dolore", ha detto il primo cittadino.
Biglietti e fiori davanti alla scuola dell'insegnante, gli studenti: "Faremo un bell'esame, sarà orgogliosa di noi"
"Cercheremo di fare un bell'esame, in modo che lei possa essere orgogliosa di noi. Rimarrà sempre nei nostri cuori". Lo hanno scritto su un cartello gli alunni della 3a A, la classe dove Chiara Guerra insegnava italiano, storia e geografia.
A poche ore dalla diffusione della notizia della sua uccisione per mano del nipote 17enne, si sono accumulati mazzi di fiori e messaggi di cordoglio davanti alla sua abitazione.
I ragazzi, non appena sono venuti a conoscenza della tragedia, hanno chiesto agli insegnanti di accompagnarli davanti al cancello, così da poter portare il loro omaggio e saluto. Anche il fratello della donna e padre del 17enne è un insegnante delle scuole elementari del paese.