La maestra Cinzia Artuso trovata morta in casa 5 mesi fa, i familiari chiedono altre indagini: “Non si è uccisa”

Il fidanzato di Cinzia Artuso è convinto che l'insegnante 40enne non si sia in realtà suicidata la sera dello scorso 27 febbraio nella sua casa di Veronella, dove è stata trovata senza vita dalla figlia adolescente. La maestra era originaria di Zimella e da poco tempo viveva a Veronella, dove insegnava. Il 27 febbraio, è stata trovata morta nel bagno della sua abitazione. Secondo chi indaga, si sarebbe tolta la vita con con una corda legata al box doccia.
L'interpretazione però non ha convinto gli amici della maestra, il fidanzato Marco Nicoli e i suoi familiari. Su pressione dei parenti, il sostituto procuratore di Verona Samantha Napolitano aveva disposto il prelievo di sangue per eseguire esami tossicologici sulla salma, ma le analisi hanno dato esito negativo. Qualche settimana dopo è arrivato il nulla osta per la sepoltura.
Secondo i parenti della donna, però, l'esame avrebbe dovuto essere associato ad altri rilievi, come l'autopsia e approfondimenti sulle ultime ore della vittima e la dinamica del decesso. Secondo i familiari, inoltre, nell'abitazione di Cinzia c'era stato un vero e proprio via vai di persone la sera della disgrazia e l'area oggetto di indagine non era stata segnalata. Per mano di Artuso sarebbero state trovate alcune lettere nei quali parlava dell'intenzione di togliersi la vita, ma il fidanzato e le amiche sono convinti che la maestra le avesse scritte in un momento di debolezza e che non costituiscano la prova decisiva del suicidio.
Quelle missive erano state ritrovate tra i documenti dell'auto durante le indagini, segno, secondo i suoi cari, che la giovane non avesse intenzione di togliersi la vita. Anche gli psicologi che la curavano avrebbero ritenuto improbabile il gesto proprio per l'amore di Cinzia nei confronti della figlia adolescente, che stava già andando incontro alla recente separazione.
Alcune persone vicine all'insegnante, secondo il compagno, hanno rilasciato dichiarazioni non veritiere poi modificate. Il 27 febbraio, secondo quanto da lui dichiarato, Cinzia si sarebbe fatta sentire per un saluto veloce su WhatsApp prima di andare a scuola. Il fidanzato non avrebbe poi avuto notizie fino a sera.
Sul luogo del delitto, inoltre, sarebbe apparso chiaro che i profili del box doccia erano allineati. Le aste non si sono rotte, ma secondo i familiari, un minimo cedimento dovuto all'azione suicidiaria della maestra avrebbe dovuto esserci. Le ginocchia del cadavere dell'insegnante, inoltre, presentavano ecchimosi riconducibili in qualche modo a un contatto tra gli arti inferiori e il piatto doccia.