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Bambina morta a Bordighera

La piccola Beatrice morta a Bordighera, il patrigno cambia carcere per la quarta volta: gli hanno rotto il naso

Emanuel Iannuzzi sarebbe stato aggredito da altri detenuti del carcere di Pavia e quindi trasferito a Cremona: il 42enne è detenuto con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Imperia sul decesso della piccola Beatrice, figlia della compagna dell’uomo.
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Sarebbe stato vittima di una nuova aggressione in carcere Emanuel Iannuzzi, il 42enne compagno della madre della bambina morta lo scorso febbraio a due anni in una casa di Bordighera, nella provincia di Imperia. Le indagini della Procura e dei carabinieri hanno portato all’arresto prima della madre della piccola Beatrice e dopo anche del suo compagno. I due sono accusati di maltrattamenti con l’aggravante di aver causato la morte della piccola.

Pochi giorni fa, a quanto si apprende, Iannuzzi è stato trasferito in un altro carcere. Non è la prima volta che accade: sarebbe infatti questo il quarto trasferimento per lui da quando è detenuto in seguito al decesso della bambina. Sarebbe stato trasferito dopo una aggressione da parte di altri detenuti: gli avrebbero provocato la frattura del setto nasale. Il trasferimento è avvenuto dal carcere di Pavia, dove l'uomo era stato portato a inizio luglio, a quello di Cremona. All'inizio di giugno, poco dopo l'arresto, Iannuzzi era stato spostato dal carcere di Genova Marassi a quello di Ivrea e già in quell'occasione erano circolate voci su possibili minacce da parte di altri detenuti. Poi l’uomo era stato portato a Pavia e adesso si troverebbe a Cremona.

Iannuzzi ha finora respinto ogni accusa, ma secondo la Procura di Imperia la piccola Beatrice era stata vittima della violenza dell’uomo e di sua madre prima di morire. Beatrice era vittima di maltrattamenti, così come le sorelline di 10 e 9 anni, in più occasioni era stata colpita con "schiaffi e/o pugni sul volto e/o sul corpo", secondo quanto contestato ai familiari. Familiari che la prendevano "per i capelli, facendole sbattere il volto contro il muro e/o la finestra e/o contro il pavimento". Era stata colpita anche "con cinture e/o calzature e/o prolunghe elettriche”.

Esistono anche dei video in cui si vede la bambina in lacrime costretta a fumare marijuana, un altro terribile episodio poi confermato anche dall’autopsia. Nei polmoni di Beatrice c’erano tracce evidenti di nicotina.

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