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Kimi Antonelli umano: “A volte non vorrei essere riconosciuto quando faccio certe cose in Italia”

Il prezzo del successo per Kimi Antonelli: il retroscena sulla gestione della fama del campione di Formula 1 sempre attento anche alla sua privacy.
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Cos'hanno in comune Kimi Antonelli e Jannik Sinner, eccellenze dello sport italiano? Oltre al talento nelle rispettive discipline il pilota che guida la classifica mondiale di Formula 1 e il numero uno del ranking ATP, si contraddistinguono per semplicità, umiltà e anche riservatezza. Non è facile infatti gestire la propria popolarità e fronteggiare l'amore smisurato di tifosi e appassionati che non perdono occasione per cercare di intercettarli. Proprio Kimi ne ha parlato alla vigilia del Gran Premio del Belgio, quando ha dovuto fare i conti con una domanda sulle attenzioni che gli vengono rivolte ora nel suo Paese d'origine.

Kimi Antonelli e l'entusiasmo dei tifosi in Formula 1

Il 19enne ha dovuto capire in fretta che chi è come lui deve fare i conti con onori e oneri. Tra le tante "abilità" che ha dovuto imparare a coltivare per poter rendere al meglio in pista e fuori, c'è anche quella legata alla gestione della pressione. Sentire il calore della sua gente e dei suoi connazionali è un piacere per Kimi sempre felice di ricevere l'affetto dei tifosi: "È fantastico vedere il supporto quando torno a casa. Come italiani siamo piuttosto passionali. Mostriamo molto le nostre emozioni. Quindi vedere questo entusiasmo è fantastico. Tuttavia, bisogna anche fare attenzione alle aspettative che si creano. Ma è sempre bello tornare a casa, specialmente dopo un buon fine settimana, per vedere così tanto affetto".

Gli aspetti negativi della popolarità

L'altra faccia della medaglia però è la necessità qualche volta di ritagliarsi degli spazi per se stessi, per cercare un po' di pace e discrezione. Un qualcosa che non è sempre possibile: "Ci sono momenti in cui vorresti non essere riconosciuto quando fai determinate cose, ad esempio quando vai a cena. Ma anche questo fa parte dell'essere un atleta. A dire il vero, finché sei in grado di goderti questi momenti, penso che sia anche molto bello e piacevole. Però, certo, ci sono volte in cui vorrei passare inosservato. Al tempo stesso, so che fa parte del gioco e sono molto felice così".

Nessun fastidio comunque da parte di Antonelli che seppur giovanissimo ha già capito le regole del gioco e il suo status.  Un pensiero molto simile per non dire identico a quello di Jannik Sinner sempre attento alla sua vita privata. E non è un caso che i due siano buoni amici e non perdano occasione non solo per farsi reciproci complimenti, ma anche per incontrarsi e celebrare successi e risultati positivi.

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