Kimi Antonelli ignora le istruzioni anche a Goodwood, l’ammissione fa ridere tutti: “Io non ascolto”

Dopo il difficile fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna, la visita a Wimbledon, dove ha incontrato Roger Federer e Jannik Sinner, e l'arrivo al Festival di Goodwood, Kimi Antonelli è tornato a far parlare di sé. Questa volta, però, non per una prestazione in pista, ma per una battuta che ha fatto scoppiare a ridere il pubblico presente al tradizionale talk con i tifosi.
Durante l'intervista sul palco, gli è stato ricordato che prima di affrontare la celebre Hillclimb gli organizzatori gli avevano raccomandato di non esagerare con il ritmo. Antonelli ha inizialmente scherzato sostenendo che gli fosse stato semplicemente detto di guidare. Quando però l'intervistatrice ha ribattuto che le indicazioni erano state ben diverse, il pilota della Mercedes ha chiuso il siparietto con una risposta fulminante: "Io non ascolto". Una battuta pronunciata con il sorriso che ha immediatamente scatenato le risate del pubblico presente.
Un episodio leggero che, inevitabilmente, ha riportato alla mente quanto accaduto appena pochi giorni prima a Silverstone. Nel finale del GP di Gran Bretagna, infatti, la Mercedes aveva invitato il 19enne bolognese a fermare la monoposto dopo il problema tecnico che ne aveva compromesso la competitività. Il giovane italiano, invece, aveva deciso di restare in pista fino alla bandiera a scacchi, ignorando l'indicazione del team e tentando fino all'ultimo di conquistare almeno un punto iridato.
A Goodwood il contesto era ovviamente completamente diverso: nessuna gara, nessuna pressione legata al campionato, ma una manifestazione pensata per lo spettacolo davanti agli appassionati. Eppure il filo conduttore è sembrato lo stesso. Da una parte gli organizzatori che gli chiedono di affrontare la salita con prudenza, dall'altra un pilota che, appena sale in macchina, ha un solo istinto: spingere al massimo.
Più che una vera ammissione, quella di Antonelli è stata una battuta costruita sul suo carattere, ma ha finito per raccontare perfettamente uno dei tratti che lo stanno rendendo uno dei protagonisti della Formula 1. La determinazione mostrata a Silverstone nel voler continuare a guidare nonostante una monoposto ormai compromessa e il siparietto di Goodwood appartengono a contesti completamente diversi, ma descrivono lo stesso approccio: quando c'è un volante tra le mani, difficilmente rinuncia a dare tutto, anche se qualcuno gli suggerisce di andare più piano.