Bordighera, l’avvocato del padre di Beatrice: “Le sorelline non devono assistere al funerale se c’è la madre”

Maurizio Rao "vuole partecipare e parteciperà al funerale di sua figlia". Sono le parole a Fanpage.it dell'avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale padre di Beatrice, la piccola di due anni trovata morta a Bordighera. Ancora non è nota la data in cui si terrà il funerale, ma i due genitori potrebbero essere entrambi presenti. Rao si trova in carcere per reati non connessi alla famiglia, mentre la ex compagna e madre della bimba è in custodia cautelare con l'accusa di averla maltrattata e ucciso insieme al compagno Emanuel Iannuzzi.
L'avvocato: "Il padre? Non è felice di rivedere la ex"
"Noi non possiamo impedire che la madre venga al funerale, se è autorizzata dal giudice. Ma certo non sarebbe felice di trovarsela di fronte", spiega Scaffidi Fonti. Alle esequie potrebbero presenziare anche le due sorelline di Beatrice che al momento si trovano in una struttura protetta. Il padre però ha espresso il proprio diniego attraverso il suo legale: "Non ritiene opportuna la presenza della madre nel caso in cui venissero anche le bimbe, perché dopo quello che hanno vissuto il rivederla non sarebbe giusto nell'interesse del minore".
Sono state proprio le sorelline di Beatrice a raccontare agli inquirenti gli abusi e soprattutto frequenti abbandoni da parte della madre. "Maurizio vorrebbe che le figlie fossero presenti, anche perché così potrebbe rivederle dopo mesi, ma per loro sarebbe un ulteriore trauma vedere la madre dopo quello che hanno passato – sottolinea l'avvocato – Quindi, meglio non incontrarle che farlo in un contesto del genere".
Rao non vede le bambine da molti mesi perché si trova in carcere, e con la stessa Beatrice aveva trascorso solo pochi mesi durante il periodo in cui era uscito per l'affidamento in prova. Il beneficio però gli è stato revocato dopo la denuncia di maltrattamenti presentata dalla ex compagna e madre delle sue tre figlie.
Beatrice è stata trovata senza vita in casa della madre a Bordighera, provincia di Imperia, la mattina del 9 febbraio. La causa del decesso è lo shock seguito a un trauma cranico risalente a giorni prima, circostanza che gli inquirenti fanno risalire alle botte ricevute dalla piccola. Dopo una serie di versioni contrastanti rese dalla madre della bimba e dall'uomo con cui aveva una relazione, entrambi sono stati arrestati e posti in custodia cautelare.
Le due sorelline di Bea, di 7 e 10 anni, invece si trovano in una località protetta. La famiglia paterna ne chiede però l'affido: "La zia ha fatto richiesta. Ora stiamo attendo la presa in carico da parte dei servizi sociali incaricati per la valutazione del nucleo familiare".
La madre di Iannuzzi: "Mio figlio è buono"
In carcere c'è anche Emanuel Iannuzzi, accusato di aver picchiato la bambina e di averla sottoposta a soprusi e umiliazioni, come farle fumare una canna mentre la riprendeva con il cellulare. Un atteggiamento che la madre del 43enne rifiuta, come ha spiegato durante la trasmissione Storie Italiane su Rai1. “Questa situazione per me è incredibile, la sto vivendo malissimo da mamma. Il rapporto con mio figlio è normale: ha un carattere complicato, ma è molto buono. Si fa trasportare da situazioni più grandi di lui”.
Ricordando un episodio avvenuto poche settimane prima della tragedia, ha raccontato: “Il 17 gennaio siamo stati invitati a festeggiare il compleanno del mio nipotino a casa della madre. Arrivati, mi ha accolta a braccia aperte che forse erano anni che non lo sentivo, era felicissima della nostra presenza. Anche le sue bambine erano molto felici, gioiose. Tutto procedeva. Poi, parlando del mondo dell’infanzia, mio figlio ha espresso un pensiero dicendo alla madre che sarebbe stato importante portare la bambina a fare un controllo perché non la vedeva come i nipoti: era chiusa, faceva fatica a mangiare e parlare. Lo vedevo troppo in ansia, Beatrice per lui non stava bene come dovrebbe stare una bambina di due anni. La madre ha risposto che non c’era bisogno che sua sorella le insegnasse a fare la madre, perché ha cresciuto quattro figli. Io valuto ciò che ho vissuto quella sera come un gesto di cura e di attenzione verso la bambina e per questo che sono incredula a tutto ciò che sta uscendo”
La donna ha poi aggiunto: “La situazione sembrava tranquilla, non ho visto nulla di strano. A gennaio la bambina aveva un livido sotto l’occhio, ma la madre mi disse che le sorelline l’avevano portata sull’altalena e aveva urtato contro il ferro. Una bambina gioca, può cadere e urtare. La pelle è molto sensibile”.
Sul figlio, ha invece concluso: “Non sono nessuno per poter giudicare tutto questo. Capisco che la gente è arrabbiata, non dico che mio figlio sia innocente o colpevole perché non sono un giudice. Sono la sua mamma. Non ci parlavo da circa un mese e mezzo, mi ha detto che è incredulo. Emotivamente era distrutto".