Bordighera, la piccola Beatrice ripresa in un video mentre le facevano fumare marijuana

La piccola Beatrice, di soli due anni, nel corso della sua breve vita sarebbe stata picchiata con cinture, scarpe e prolunghe elettriche. Oltre alle botte avrebbe subito anche una serie di vessazioni. Tra queste, c'era anche il tentativo di farle fumare una canna, tra le risate della madre e davanti alle sorelline di 7 e 9 anni. Il tutto ripreso in un video trovato sul cellulare di Emanuele Iannuzzi.
Le percosse e le umiliazioni sulla piccola Bea
Beatrice è stata trovata senza vita nell'abitazione di Bordighera, provincia di Imperia, dove viveva con la madre, E. A., 43 anni, la mattina del 9 febbraio 2026. Subito gli operatori sanitari accorsi sul posto si sono resi conto che la dinamica dell'incidente domestico descritto dal genitore non corrispondeva al tipo – e alla quantità – di lesioni sul corpo della piccola, inoltre, Bea era già fredda, come se fosse morta da molte ore. Da queste incongruenze è nata l'inchiesta che ha portato in custodia cautelare in carcere prima la madre della piccola, e poi Iannuzzi, il compagno con cui aveva una relazione da circa tre mesi.
Il quadro descritto dal gip che ha disposto la custodia in carcere per il 42enne parla di un uomo "dall'indole crudele, votata alla sopraffazione violenta del prossimo, dalla quale trae verosimilmente piacere". A concorrere a questa descrizione ci sono le testimonianze rese agli inquirenti dalle sorelline di Bea, le piccole Gaia e Ginevra, spesso abbandonate in casa da sole mentre gli adulti uscivano. Le bambine erano testimoni di buona parte delle violenze che Aiello e Iannuzzi avrebbero riservato alla minore, e proprio il loro racconto ha permesso di definire la dinamica della morte.
Le indagini hanno poi completato il quadro. A seguito del sequestro dei due smartphone in possesso di Iannuzzi, gli investigatori hanno scoperto una vera cronistoria dei lividi e delle ferite sul corpo della bambina. Tra le foto e i video della galleria, uno dei più inquietanti mostra Iannuzzi intento a fare "fumare una sigaretta artigianale – contenente verosimilmente sostanza stupefacente del tipo hashish/marijuana considerato che la chiamava ‘canna' – a Beatrice prendendola in giro in presenza delle sorelle e della madre". Nelle sue nelle valutazioni conclusive, il Giudice per le Indagini Preliminari richiama proprio questo specifico episodio per sottolineare l'indole crudele dell'uomo, accanitosi contro una bimba di due anni al punto "da cagionarle i terribili ematomi raffigurati nelle immagini in atti o da infilarle in bocca una sigaretta di hashish".
Al momento la madre è in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale, mentre Iannuzzi è accusato del maltrattamenti continuati.
Il giorno della morte e la "messinscena"
Nella ricostruzione degli inquirenti, la piccola non sarebbe morta a Bordighera, ma nella casa di Perinaldo dell'uomo. Qui le sorelline avrebbero visto Beatrice in condizioni disperate già dalla mattina dell'8: vomitava e "sputava carne", aveva il corpo e le labbra viola.
La madre aveva quindi improvvisato "manovre di rianimazione" e anche il 42enne avrebbe partecipato mettendo Beatrice sotto la doccia e dandole acqua e zucchero. Dopo avrebbero fatto un tentativo di darle il biberon per poi metterla a dormire. Qui è morta durante la notte, in un orario stimato tra mezzanotte e le due.
La mattina successiva la madre si sarebbe accorta di quanto accaduto e dopo aver messo le figlie in auto, affidando il corpicino di Beatrice alla sorella maggiore, arriva a Bordighera, dove chiama il 118. Qui il medico tenta una rianimazione ma quasi subito è costretto a constatare il decesso. Fa anche un'altra cosa: nota lesioni giudicate incompatibili con la caduta dalle scale descritta dalla madre.
La corsa da un'abitazione all'altra e la descrizione dell'incidente domestico per la Procura sono una "messinscena" organizzata proprio da Iannuzzi e dalla madre delle bimbe.
Poco dopo, infatti, con l'arrivo degli esami autoptici si scoprirà la piccola è morta a causa di un "trauma cranico con emorragia sub-durale acuta", mentre le foto ritrovate sui telefoni sequestrati durante le indagini racconteranno altri abusi.