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Beatrice morta a 2 anni a Bordighera, madre e compagno incastrati dalle sorelline: “Violenze brutali e continue”

Nell’ordinanza che ha portato all’arresto anche del patrigno della bimba dopo la madre, si parla di violenze continuate nel tempo: schiaffi, pugni al volto e sul corpo, capelli tirati e cadute provocate volontariamente. In un video la bimba costretta anche a fumare tra le risate.
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“Percosse di selvaggia intensità", vessazioni "crudeli", “Violenza brutale” e condotte “atroci" e "abominevoli", sono solo alcuni degli aggettivi che Procura e Gip hanno messo nero su bianco nella richiesta di arresto per la madre della bimba di 2 ani morta a Bordighera e per il compagno Manuel Iannuzzi, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati e continuati con conseguente morte della bambina.

A incastrare i due ci sono video, foto e chat rinvenuti sui telefoni ma anche le testimonianze delle due sorelline della piccola, due bimbe di 9 e 7 anni che erano state allontanate dalla casa dopo la tragedia del febbraio scorso quando la madre è finita in carcere per omicidio preterintenzionale,  e da allora sono in casa famiglia.

Secondo l’accusa, le bambine erano immerse in un clima di violenza perenne e solo dopo un percorso psicologico, che ha portato a "un miglioramento incredibile", vi è stata a una maggiore consapevolezza di quanto avevano vissuto fino al racconto delle violenze in casa. I loro racconti non solo hanno riferito di una versione dei fatti completamente diversa rispetto a quella fornita da madre e patrigno sulla morte della sorella ma anche di una serie di episodi che andavano avanti da tempo.

Non un episodio isolato dunque ma una lunga serie di maltrattamenti. Nell'ordinanza si parla di schiaffi, pugni al volto e sul corpo, capelli tirati, colpi inferti con una ciabatta, spinte contro il muro, cadute provocate volontariamente. La bimba sarebbe stata picchia e seviziata più volte prima di quel trauma cranico violento che ha portato alla sua morte. Anche il giorno del decesso “per farla riprendere, l'hanno tenuta sott'acqua e poi le hanno dato dello zucchero" e senza chiamare i soccorsi, dicono gli inquirenti. Il 118 era stato allertato dalla madre solo ore dopo quando la donna aveva portato la bimba a casa dicendo che l’aveva trovata esanime al risveglio.

"Non ce la sentivamo, umanamente, di andare avanti così, ritenevamo di avere già elementi probatori molto consistenti e il tempo passava” ha detto il procuratore di Imperia Alberto Lari spiegando che le conseguenze delle violenze son visibili in alcune foto e video trovati nel cellulare di Iannuzzi. Oltre i lividi per i pestaggi, in un caso addirittura si vede la bambina piangere perché viene costretta a fumare tra le risate dei due adulti.

"Il giudice nell'ordinanza definisce i maltrattamenti di violenza brutale perché nelle immagini riportate sul telefonino sequestrato vi sono diverse fotografie che ritraggono Beatrice subito dopo le violenze subite. Ci sono più fotografie che ritraggono la bimba con dei lividi molto grandi sul viso" ha spiegato il Procuratore.

"Le prove a carico dell'uomo sono essenzialmente le chat. Abbiamo sequestrato il telefono di Iannuzzi e c'erano tanti messaggi whatsapp in cui vengono descritti i maltrattamenti. Ci sono anche le dichiarazioni delle due minori e le immagini del circuito di videosorveglianza della città che dimostrano che le dichiarazioni fornite inizialmente sia da Iannuzzi che dalla madre della bimba sono totalmente false" aggiunge Lari che ricostruisce: "Il fatto è avvenuto a casa di Iannuzzi e successivamente la bambina è stata portata a casa della Aiello quando era già deceduta. Quindi la chiamata al 118 e le manovre di soccorso erano avvenute quando la bimba era già morta. Era una messa in scena, concordata tra  lei e Iannuzzi per depistare le indagini".

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