Bimba morta a Bordighera, Ris scoprono tracce di sangue sui pantaloncini e su fazzoletto trovati in casa

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Le tracce ematiche sono emerse durante le analisi del Ris sui campioni raccolti nella casa di Bordighera dove il 9 febbraio scorso è stata trovata morta la bimba di 2 anni. Nei prossimi giorni sarà l’esame del Dna a stabilire a chi appartengano.

Tracce di sangue sono state rinvenute di carabinieri del Reparto di Investigazioni Scientifiche anche su un paio di pantaloncini da bambina e su un fazzoletto di stoffa rinvenuto nella casa di Bordighera dove il 9 febbraio scorso è stata trovata morta la bimba di 2 anni. Le tracce ematiche sono emerse durante le analisi del Ris sui campioni raccolti il 16 e 17 marzo nell'abitazione della famiglia dove la piccola venne soccorsa dopo una chiamata di emergenza della madre che ora però è in carcere con la gravissima accusa di omicidio preterintenzionale.

Le tracce si aggiungono a quelle già repertare dal Ris nei giorni scorsi nella stessa abitazione e saranno oggetto delle più approfondite indagini scientifiche degli esperti disposte dalla Procura di Imperia che ha iscritto nel registro degli indagati anche il fidanzato della madre della piccola, accusato a sua volta  di omicidio preterintenzionale in concorso anche se rimane indagato in stato di libertà.

I campioni ematici sugli indumenti, insieme a quelli già rinvenuti nella stessa abitazione e nell’auto della donna, saranno sottoposti infatti nei prossimi giorni all'esame del Dna nei laboratori del Ris diParma per capire a chi appartiene quel sangue. Un elemento chiave per accertare se sia stata la piccola a perdere il sangue durante il trasporto a casa, come ipotizzano gli inquirenti, o se quel sangue appartenga ai familiari come la madre e le sorelle più grandi, ora affidate a un istituto dopo l’arresto della donna. Altre tracce di sangue erano già emerse su una felpa della piccola di 2 anni e su una maglietta da uomo sequestrate e repertate nella stessa casa. Altre tracce ematiche infine erano comparse anche nella camera da letto e nell'auto della donna.

Di pari passo saranno condotte anche analisi sui reperti che gli investigatori hanno acquisito in casa dell'uomo e che vengono ritenuti altrettanto importanti ai fini investigativi. Per gli inquirenti infatti la 43enne in realtà aveva trascorso la notte tra l'8 e il 9 febbraio scorsi a casa del nuovo fidanzato insieme alle figlie. Secondo l’accusa, proprio nell’abitazione dell’indagato sarebbe avvenuto il decesso della bambina che sarebbe stata poi caricata in auto dalla madre e portata a casa a Bordighera inscenando un rinvenimento appena sveglia. Proprio nell’auto è stato trovato più sangue rispetto a quanto scoperto in casa, come ha spiegato a Fanpage.it il criminologo Marco Puppo.

Si attende anche la relazione finale dell'autopsia eseguita dal medico legale Francesco Ventura dopo il quale è probabile che la procura rilasci il nulla osta per i funerali della bambina. Gli accertamenti scientifici rappresentano dunque una fase cruciale e di svolta nelle indagini per mettere finalmente un punto fermo nella ricostruzione di quelle terribili ore in cui la piccola è morta. La donna indagata dal suo canto si proclama innocente e continua a sostenere la sua tesi della caduta accidentale della bimba dalle scale alcuni giorni prima della morte.

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