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Incidenti in montagna, 7 vittime in 24 ore: un alpinista morto sul Cervino, illeso il compagno

È di quattro morti il bilancio di tre incidenti in alta montagna avvenuti oggi sul Monte Bianco e sul Cervino. Il totale delle vittime in montagna delle ultime 24 ore sale a 7.
Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

È drammatico il bilancio delle vittime della montagna delle ultime ore. Oltre ai tre alpinisti trentini morti precipitando da circa 400 metri sul Gran Paradiso, si contano altre quattro vittime tra Cervino e Monte Bianco. L’ultima vittima – la settima delle ultime 24 ore – è stata recuperata sul ghiacciaio della Brenva, sul Monte Bianco. Ieri, tre alpinisti trentini sono precipitati dalla parete Nord del Gran Paradiso (4.061 metri), altri due alpinisti sono morti questa mattina sul Mont-Maudit (4.465 metri), nel versante francese del Monte Bianco, e ancora un altro alpinista è morto oggi sul Pic Tyndall, lungo la via normale italiana del Cervino (4.478 metri). Quattro vittime solo nella giornata di oggi, sabato 13 giugno.

La salma dell’alpinista deceduto sul Cervino è stata trasportata a Cervinia, le operazioni di riconoscimento sono affidate al soccorso alpino della Guardia di Finanza. Il compagno di cordata è rimasto illeso. L’alpinista scomparso sul Ghiacciaio della Brenva è stato trasportato a Courmayeur, due invece gli alpinisti morti sulla Cresta Kuffner al Mont Maudit, versante francese. L'intervento è gestito dalle autorità di soccorso francesi.

"È una tragedia che colpisce profondamente l'intera comunità della montagna. Desideriamo esprimere la nostra più sincera vicinanza alle famiglie, agli amici, ai soci delle sezioni e a tutte le persone che hanno condiviso con loro la passione per la montagna e per l'alpinismo. Di fronte a una tragedia come questa le parole sono difficili. Parliamo di persone che conoscevano la montagna, che la frequentavano con esperienza, preparazione e rispetto. Ed è forse proprio questo che rende ancora più doloroso quanto accaduto. La montagna non è mai una conquista definitiva: richiede competenza, prudenza e umiltà, e conserva sempre una dimensione che sfugge al nostro controllo. In momenti come questi sentiamo tutta la fragilità della condizione umana di fronte all'ambiente che amiamo e frequentiamo. Rimane il dolore per una perdita che coinvolge non solo le persone a loro più vicine, ma l'intera comunità alpinistica trentina”, così intanto Cristian Ferrari, presidente Sat – Società alpinistica tridentina che con i suoi 150 anni è la più antica d'Italia – ha voluto ricordare Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti, i tre alpinisti trentini morti sulla parete nord del Gran Paradiso.

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