video suggerito
video suggerito

Il caso della scomparsa di Barbara Corvi: le accuse verso il marito e le nuove indagini sulle cartoline

Non è ancora stata messa la parola ‘fine’ sulla vicenda di Barbara Corvi, scomparsa il 27 ottobre 2009. Poche settimane fa è stato riaperto il caso. Indagato il marito con cui, prima di sparire, la 35enne aveva avuto un litigio dopo la scoperta di una relazione extraconiugale della donna.
Immagine

Sulla storia di Barbara Corvi, 35enne di Montecampano (Terni), mamma di due figli adolescenti e moglie di Roberto Lo Giudice, figlio di un boss della ‘ndrangheta, scomparsa il 27 ottobre 2009, non è stata ancora messa definitivamente la parola ‘fine' e, a quasi 17 anni di distanza, sul caso proseguono le indagini.

Stando a quanto emerso, poco prima della sua scomparsa il marito aveva scoperto che Barbara aveva una relazione extraconiugale e prima che di lei si perdessero le tracce c'era stata una discussione accesa in famiglia. I due avrebbero inoltre dovuto incontrare insieme un commercialista, ma a quell'appuntamento lei non si era mai presentata.

Nove giorni dopo a casa erano arrivate due cartoline da Firenze, contenenti frasi rassicuranti, indirizzate ai figli e firmate da Barbara, in cui la donna affermava di stare bene e di aver bisogno di allontanarsi per un periodo. Da sempre ritenute un possibile depistaggio, su queste si sta concentrando ora l'attenzione degli inquirenti.

La Procura di Terni ha infatti riaperto il fascicolo sulla scomparsa della 35enne e Lo Giudice è nuovamente indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Nella puntata di questa sera, mercoledì 27 maggio, la trasmissione Chi l'ha visto?, condotta da Federica Sciarelli, tornerà a parlare del caso.

I rapporti tra Barbara Corvi e il marito Roberto Lo Giudice

Barbara Corvi si era fidanzata con Lo Guidice quando aveva appena 15 anni, poi i due si erano sposati e la coppia si era trasferita dalla Calabria all'Umbria, dove la coppia gestiva due negozi di prodotti per l’agricoltura.

Nei giorni precedenti alla scomparsa della 35enne il clima tra i due coniugi era tesissimo. Il marito sospettava che la donna avesse una relazione extraconiugale con un altro uomo, Carlo.

Era stato proprio lui a lanciare per primo l’allarme dopo la misteriosa scomparsa, affermando di aver lui stesso rivelato a Lo Giudice la notizia della sua relazione con lei. In questo contesto la situazione precipita, fino al martedì 27 ottobre, quando la 35enne sparisce nel nulla.

La scoperta del tradimento e la discussione davanti ai genitori di Barbara

La coppia quel giorno era andata a pranzo a casa dei genitori di lei e Lo Giudice, poche ore prima, aveva scoperto che la moglie non aveva interrotto la storia con Carlo, nonostante gli avesse promesso di farlo. Lei era stata costretta ad ammettere tutto davanti alla famiglia e ne era scaturita una violenta lite tra i coniugi.

Quel giorno la coppia avrebbe dovuto incontrare il commercialista. Stando a quanto era stato raccontato da Lo Giudice, l'uomo era arrivato al negozio di famiglia intorno alle 17.30. Dopo il pranzo aveva accompagnato e lasciato a casa la moglie che gli aveva detto di non sentirsi bene.

Stando alla ricostruzione dei familiari della donna, però, lui era agitato e nervoso. All’appuntamento con il commercialista lei non si era presentata. E che quando, intorno alle 19.00, sua sorella l'aveva cercata a casa, Barbara non c’è. Nell'abitazione erano state trovate tutte le sue cose: la borsa, i vestiti, i documenti. Ma di lei nessuna traccia.

Le indagini sulla scomparsa e le cartoline da Firenze

Nove giorni dopo era arrivata a Montecampano una cartolina da Firenze. “Sto bene, ho bisogno di stare un po’ da sola. Baci, mamma”. Roberto Lo Giudice continua a parlare di un allentamento volontario, provando a convincere tutti che la moglie avrebbe deciso di abbandonare casa e figli.

La perizia calligrafica alla quale gli investigatori avevano sottoposto quelle righe però aveva rivelato che la grafia utilizzata non sarebbe di Barbara e nemmeno di Carlo. Gli investigatori credono che possa trattarsi di un tentativo di depistaggio perché molte cose non tornano in questa vicenda.

Della vicenda, su segnalazione dei familiari della donna, aveva cominciato ad occuparsi anche la trasmissione Chi l’ha visto?. Sul caso però non erano stati raccolti elementi sufficienti e nel 2014, a cinque anni dalla scomparsa, il fascicolo con l'ipotesi di reato di sequestro per la scomparsa era stato archiviato dalla Procura di Terni.

L'accusa contro il marito e il precedente del fratello

La famiglia Corvi però non si era arresa e aveva continuato a chiedere verità e giustizia. Nel febbraio del 2020 le sorelle di Barbara avevano chiesto la riapertura delle indagini. Sulla spinta anche di alcune dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, gli inquirenti avevano effettivamente deciso di tornare a indagare pochi mesi dopo.

La svolta arriva a settembre, quando si era diffusa la notizia dell’indagine a carico di Roberto e di suo fratello Maurizio per omicidio volontario premeditato e occultamento o soppressione di cadavere. Da un’intercettazione ambientale sarebbe emerso che il corpo della donna potrebbe essere stato sciolto nell’acido.

Sulla famiglia Lo Giudice pesava anche un grave precedente. Un’altra giovane donna, Angela Costantino, moglie di un altro fratello Lo Giudice, Pietro, scomparsa nel 1994 dalla sua casa di Reggio Calabria.

Le indagini, molti anni dopo, avevano appurato che era stata strangolata in casa e fatta sparire, perché aveva deciso di intraprendere una relazione con un altro uomo, di cui era rimasta incinta, mentre suo marito era in carcere.

L'arresto di Roberto Lo Giudice e la scarcerazione

Il 3 marzo 2021 i Carabinieri di Terni avevano arrestato Lo Giudice, mentre il fratello rimane indagato a piede libero. Ma pochi mesi dopo il 22 aprile il marito di Barbara Corvi era stato scarcerato.

Il Tribunale del Riesame di Perugia aveva accolto l’istanza dei legali dell’uomo e annullato l'ordinanza di custodia cautelare. La su posizione era stata successivamente archiviata nell'estate del 2023

La riapertura delle indagini

Poche settimane fa però è stata diffusa la notizia di un‘ulteriore riapertura delle indagini. A quanto appreso, gli inquirenti starebbero concentrando la loro attenzione proprio sulle cartoline che erano state inviate alla famiglia a nome di Barbara nove giorni dopo la scomparsa della donna.

La procura ora sarebbe intenzionata a sottoporre i reperti, sequestrati all'epoca e ancora in mano agli investigatori, a nuovi accertamenti scientifici. In particolare, l'intento sarebbe quello di estrapolare tracce di Dna dai francobolli usati con lo scopo di accertare se vi siano tracce genetiche di altre persone.

L'esame sulle cartoline sarà un accertamento tecnico irripetibile a cui potranno partecipare i consulenti delle parti interessate. Per questo gli inquirenti avrebbero convocato lo stesso Roberto Lo Giudice per gli accertamenti genetici del caso e l'uomo si è detto disponibile a collaborare, ribadendo la sua estraneità alla scomparsa della moglie.

"Gli straordinari progressi della biologia forense e nuovi spunti investigativi consentono oggi di aprire promettenti spiragli di verità sulla scomparsa di Barbara Corvi", aveva detto l'avvocato Giulio Vasaturo, legale dei genitori e delle sorelle della donna, commentando la notizia.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views