Sequestrati 1300 chili di droga. In meno di una settimana i finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e i funzionari antifrode dell'Ufficio Adm di Gioia Tauro ne hanno sequestrato, in tre distinte operazioni, oltre 1.300 chili al porto del comune calabrese. Se i narcotrafficanti avessero recuperato lo stupefacente, di qualità purissima, questa sarebbe stata tagliata fino a quattro volte e avrebbe inondato le piazze di mezza Europa fruttando un introito alla ‘Ndrangheta di almeno 260 milioni di euro.

Droga nascosta tra caffè e frutta esotica

I militari della Guardia di Finanza ed i funzionari doganali, con l’ausilio di sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono riusciti ad individuare la droga all'interno di tre container carichi di caffè, carne congelata e frutta esotica provenienti i primi due dal Brasile ed il terzo dall’Ecuador. L’attività di servizio evidenzia la costante ed efficace azione messa in atto dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dall’Ufficio Adm di Gioia Tauro per il contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti – con particolare riguardo al porto di Gioia Tauro -, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Dda, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, coadiuvato dal Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci.

I precedenti sequestri di cocaina a Gioia Tauro

Non è la prima volta che nello scalo portuale calabrese viene attuato un sequestro di ingenti quantità di cocaina. Era già accaduto nel novembre del 2019. In quel caso la droga era nascosta in 144 pacchi in un container refrigerato adibito al trasporto di banane, proveniente dal Sud America e destinato, secondo quanto è risultato dai documenti di spedizione, in Germania. E sempre tra le banane, le fiamme gialle avevano individuato un carico di circa 100 chili di cocaina nel giugno del 2014.