Come fanno quattro persone con disabilità a vivere da sole? Esattamente come fanno Christian, Mirko, Tommy e Giacomo. Dal lunedì al venerdì, grazie alla Fondazione Dopo Di Noi, nata nel 2002 su iniziativa di tredici genitori di persone con disabilità per dare risposta alla loro preoccupazione più grande (“cosa ne sarà di nostro figlio?”), vivono autonomamente in un appartamento vicino alla stazione di Bologna. Per tre ore al giorno va a fargli visita un educatore, ma a portare avanti la casa sono proprio loro quattro.

Giacomo, che ha appena terminato un percorso di formazione “al lavoro un po’ da giardiniere e un po’ da bottegaio ortofrutticolo”, è addetto alla contabilità. “Su un quaderno, ogni giorno, attacchiamo tutti gli scontrini e scriviamo quanto c’è in cassa”. Per le proprie spese nei giorni insieme, c’è infatti un budget “per le nostre necessità. Per comprare qualcosa, un gelato” spiega Mirko, 46 anni. Ha dei coinquilini dal 2014. “Loro sono i più bravi –assicura-. Lavoro in Coop, dalle otto a mezzogiorno. Allestisco gli scaffali”. Christian, suo coetaneo, è invece “operaio tecnico. Tappi, boccole, scatole. Tutte queste cose qua”. A breve cambierà appartamento, sempre a Bologna. Farà nuove amicizie e all’inaugurazione della struttura ci sarà una festa, con la musica. Magari suoneranno anche qualche grande classico della musica italiana. Una delle sue preferite è “Nel sole”, di Albano. “Mi ricorda i vecchi tempi con la mia famiglia. Mia madre le cantava. Queste sono quelle che mi ricordo” aggiunge con in mano un elenco, da Vasco ai Pooh. Uno dei suoi passatempi, prima di andare a letto, è cercarle in rete e riascoltare al computer. “Mia madre e mio padre sono morti: ho pianto, allora per far passare la brutta malinconia, canto”.

Ma in casa non è l’unico con una passione particolare. Mirko preferisce le sigarette (“Ma dà fastidio a tutti” precisa Tommaso, aspirante cantante), mentre Giacomo scrive poesie. Così sembra che riesca ad esprimere stati d’animo e progressi. “Probabilmente dovrò migliorare come tutti, ma faccio il poeta solo per passione”. Il suo sogno era quello di lavorare nel settore delle automobili, le sono piaciute fin da piccolo. Anche se in realtà gli interessi di Giacomo sono davvero tanti. “È un’enciclopedia -assicura Mirko-. Ogni tanto giochiamo al suo quiz, è divertente”. E lo domande non sono neanche così semplici. “Io sono più bravo quelle sul calcio” garantisce Mirko.

Facciamo tutto insieme, così poi abbiamo più tempo per riposarci” spiega durante la cena Tommaso, che oggi lavora nell’azienda di famiglia, ma che per diverso tempo ha lavorato in pizzeria. Secondo Christian è il pignolo della casa. “Mirko fuma sempre” aggiunge. “Il suo soprannome è boccetta, perché è piccolo e simpatico” interviene Giacomo, che ne ha per tutti. “Lui è motore” aggiunge indicando Mirko. “Perché russo” è la conferma del diretto interessato, che arriva mentre tutti concludono un’altra giornata insieme, attorno alla stessa tavola. Ecco come fanno le persone disabili a vivere in autonomia.