Se non ci fossero state le misure anti-contagio con una circolazione dei mezzi ridotta all’osso, il crollo del ponte sul fiume Magra ad Aulla avvenuto mercoledì mattina si sarebbe rivelato una strage al pari di quello del Ponte di Genova, ne sono convinti e lo hanno ripetuto a più riprese tutti gli amministratori locali, a cominciare dal sindaco del comune in provincia di Massa Carrara che chiede ora di fare luce su quanto accaduto. A chiarire l’incredibile collasso del ponte, che rappresentava uno snodo viario fondamentale tra la Liguria e la Toscana, saranno ora tre inchieste che proseguiranno parallele per accertare eventuali mancanze e imperizie nella manutenzione del ponte e nei controlli. Quella principale è stata avvita dalla magistratura ordinaria e ipotizza al momento il reato di disastro colposo.

"Numerosi Allarmi sulla mancata manutenzione"

Per il momento il fascicolo non vede indagati ed è carico di ignoti ma non si escludono sviluppi nelle prossime ore. I Pm della procura di Massa Carrara infatti hanno già emanato un provvedimento di sequestro dell’intera area e incaricato i carabinieri di ricostruire tutto l’iter della manutenzione e vigilanza sul ponte di cui erano incaricati i tecnici di Anas. “Non escludo che possano aprirsi diversi filoni di indagine. Importanti sono le denunce dei cittadini sulle condizioni del ponte, ad esempio, e gli allarmi lanciati negli anni sulla mancata manutenzione. Ovviamente tutto dovrà essere accertato. Le indagini dovranno capire se il rischio su quel ponte è stato valutato da Anas con attenzione, o se è stato invece tralasciato, e se sono stati fatti lavori e come”, ha spiegato il sostituto procuratore Marco Mansi.

Per Anas la struttura era sicura

Il riferimento è alle tante segnalazioni che indicavano non solo crepe ma anche una sensazione generale di instabilità della struttura che sembrava traballare al passaggio dei mezzi, come aveva indicato lo stesso comune di Aulla in una lettera all’Anas. Per quest’ultima però non vi erano problemi strutturali. Anche dopo l'ultima ricognizione avvenuta nel novembre scorso a causa di alcune crepe segnalate da cittadini e amministrazione comunale,  i tecnici di Anas avevano assicurato che la circolazione poteva continuare dopo una veloce riparazione al manto stradale.

Tre inchieste sul Ponte crollato ad Aulla

Proprio da Anas è partita la seconda inchiesta, una indagine interna per accertare la catena di comando che ha portato a dare il via libera alla circolazione dei veicoli senza alcuna limitazione. Una terza inchiesta invece è stata avviata dal Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti con una commissione dedicata che è stata incaricata di ricostruire l’accaduto. I carabinieri intanto già nella giornata di mercoledì hanno effettuato una prima ispezione sul ponte per fare una prima relazione in Procura.