Cozze greche bloccate a Brindisi, sequestrate 20 tonnellate per presenza di fitoplancton: “Sono pericolose”

Circa 20 tonnellate di cozze nere sono state bloccate nel porto di Brindisi e respinte per presenza di fitoplancton tossico, sostanza potenzialmente nociva e pericolosa per la salute. Le cozze arrivano da una zona della Grecia attualmente sottoposta a restrizioni sanitarie per la presenza del fitoplancton tossico.
L'attività è stata compiuta dalla Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Dogane e Asl. Il prodotto ittico era destinato al mercato italiano e viaggiava su un mezzo refrigerato, proveniente da Igoumenitsa. Nella zona, proprio a causa del rischio sanitario accertato, è proibita ogni attività di pesca e conseguente vendita di molluschi da lì provenienti. È stato disposto quindi l'immediato blocco e il respingimento dell'intero carico, impedendo l'immissione sul mercato nostrano.
Il provvedimento è stato effettuato applicando il principio di precauzione previsto dall'articolo 7 del Regolamento (CE) numero 178/2002. L'autorità sanitaria ha disposto per questi motivi l'immediato blocco e impedito che le cozze sequestrate venissero messe in commercio. Si tratta di un carico ingente di oltre 20 tonnellate, secondo quanto emerso dalle dichiarazioni delle autorità dopo l'operazione.
I controlli, con il conseguente blocco, rappresentano un'importante azione di tutela per la salute pubblica. Il tutto è stato fatto in sinergia tra corpi delle autorità e diverse amministrazioni impegnate nei controlli sulla filiera ittica. L’attività si inserisce in un più ampio sistema di vigilanza volto a garantire la sicurezza alimentare, la tracciabilità dei prodotti e il rispetto delle normative vigenti, a difesa dei consumatori e del mercato legale.
Al momento, come sottolineano le autorità, grazie all'intervento tempestivo di Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Dogane e Asl, non vi è alcun rischio per la salute legato alla consumazione di cozze sul mercato.