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Conad richiama riso Carnaroli dai supermercati per presenza di Cadmio oltre i limiti di legge

Il richiamo di due lotti delle confezioni di riso è scattato in via precauzionale a seguito di controlli interni che hanno rilevato la presenza di cadmio in livelli superiori al limite di legge.
A cura di Antonio Palma
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La catena di supermercati Conad ha disposto il richiamo immediato dai propri punti vendita di diverse confezioni di riso Carnaroli a causa di un possibile rischio chimico per i consumatori dovuto alla presenza di cadmio oltre i limiti di legge consentiti. Lo ha reso noto oggi, 8 maggio 2026, la stessa catena della grande distribuzione attraverso i suoi canali informativi. Il richiamo riguarda due Lotti di riso Carnaroli venduti a marchio Conad con la dicitura "Ideale per risotti raffinati" esclusivamente nei punti vendita del gruppo alimentare.

Il riso oggetto del richiamo è venduto in confezioni sottovuoto da un chilogrammo ciascuna. Il prodotto è preparato e confezionato per la stessa CONAD Società  Cooperativa dalla ditta Curti srl nel proprio stabilimento di Valle Lomellina, in provincia di Pavia. I lotti interessati dal richiamo sono due: quelli con numero P26010B08 e P26010B5A che hanno lo stesso termine minimo di conservazione fissato al 30 gennaio 2028.

Come spiega l'avviso di richiamo il ritiro dagli scaffali dei supermercati conad è stato disposto in via precauzionale a seguito di controlli interni che hanno permesso di rilevare la presenza di cadmio in valori superiori a quelli stabiliti dalla legge. Le confezioni interessate dall'avviso non sono più in vendita ma per chi avesse acquistato già il riso con Lotti e scadenza sopra indicati, l'avvertimento è di non consumare il prodotto.

Scusandosi per il disagio arrecato, infatti, Conad invita "i clienti che fossero in possesso del prodotto appartenente al lotto indicato a riportarlo al punto di vendita Conad dove è stato acquistato, che provvederà alla sostituzione con altro prodotto o al rimborso".

Il cadmio è un metallo pesante che, presente nell’aria, nell’acqua e nel suolo, può accumularsi nelle piante e negli animali, e quindi anche negli alimenti. Nell’uomo presenta un certo grado di tossicità, soprattutto per i reni, ma può essere dannoso anche per le ossa perché ne può provocare la demineralizzazione. Come segnala l’Istituto superiore di sanità, le principali fonti di esposizione al cadmio per l’uomo sono proprio alimenti come i cereali, le verdure, le noci, legumi e le patate. Per questo la dose settimanale di cadmio ammissibile negli alimenti non deve superare i 2,5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo.  Il limite di legge per il cadmio nel riso in Europa è fissato a 0,15 mg/kg per il riso lavorato, integrale e parboiled, come stabilito dal Regolamento UE 2021/1323. Per il riso destinato a lattanti e bambini (baby food), il limite è più rigoroso: 0,04 mg/kg.

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