All'istituto tecnico Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno, vicino Bologna, una piccola parte dei quasi 1.500 iscritti è tornata di nuovo in classe. E si tratta non soltanto di ragazzi e ragazze con disabilità, fra i pochissimi (ma non gli unici) con deroga per accomodarsi al proprio posto in aula mentre tutti gli altri seguono le lezioni da casa, ma anche di studenti che hanno risposto positivamente (insieme ai propri genitori, ovviamente) ad un invito rivolto dal dirigente scolastico per un progetto che ha l'obiettivo di non lasciare nessuno indietro. In che modo? Dando la possibilità a piccoli gruppi di alunni di seguire le lezione in presenza insieme ai propri compagni più fragili. "Su 55 classi hanno aderito quasi tutte  -spiega la vicepreside, nonchè responsabile all'inclusione dell'istituto, Maria Ghiddi – . In ogni classe abbiamo alunni con bisogni educativi speciali e quindi si è reso necessario organizzare queste classi che a me piace chiamare virtuose".

"Lo studente disabile ha una vita sociale molto bassa -sottolinea il dirigente scolastico, Carlo Braga-. Se gli viene tolta la vita sociale scolastica, la frequenza fra pari, difficilmente riesce ad avere una vita alternativa. Per cui la scuola diventa il loro nucleo fondamentale: riaverla, anche se a piccole dosi come stiamo facendo, è un momento di estrema felicità". E lo confermano anche alcuni dei 73 studenti con disabilità del Salvemini (oltre a quelli con altri disturbi) che dopo le prime lezioni in solitudine, con in classe soltanto i docenti, hanno finalmente potuto rivedere alcuni dei propri compagni. Finora, ad aver aderito, sono circa una quarantina e anche da parte loro c'è tanto entusiasmo. Sia perchè seguire da casa, ormai è noto, non è così semplice, sia perchè con la loro presenza si dà una grossa mano ai docenti e sia perchè per tutti, nonostante la giovanissima età, è già chiaro che per affrontare momenti particolari, come quelli legati alla pandemia in corso, chi ha bisogno solitamente di una mano, adesso ne ha maggiormente necessità.

"Sia il Dpcm, che la nota operativa ministeriale -chiarisce ancora Braga- prevede che laddove ci siano studenti Bes (con bisogni educativi speciali, ndr) incentivati a frequentare, si possano affiancare altri studenti, su piccoli gruppi di inclusione. Ci sono alcune categorie -continua- che possono peraltro frequentare, anche se forse non tutti ricordano: i figli di sanitari, di genitori che lavorano nei servizi pubblici essenziali e ragazzi meritevoli e con buone competenze sociali che però, in alcuni casi, non possono permettersi la connessione a casa. A fronte di questo abbiamo invitato i nostri studenti a dare la disponibilità affinchè all'interno dell'aula non ci fosse lo studente da solo, che ricorderebbe un po' le vecchie scuole differenziali".

In questo modo, in ogni aula del Salvemini di Casalecchio ci sono dunque i docenti che fanno lezione, studenti con disabilità al proprio banco, compagni di classe volontari (e volendo anche a turni settimanali) che seguono le spiegazioni con loro e tutti gli altri collegati da casa. Didattica a distanza e in presenza, insomma, si fondono con l'obiettivo di favorire inclusione e apprendimento, nonostante le difficoltà del momento. Tutte le prescrizioni anti-contagio, dal distanziamento alle mascherine sempre indossate, vengono chiaramente rispettate. E a conti fatti, attualmente, al suono della campanella ogni mattina arrivano nell'istituto di Casalecchio circa 150 studenti. "Noi abbiamo fatto da apripista, questo sicuramente -conclude la professoressa Ghiddi-. È evidente che in situazioni emergenziali come questa, dove nessuna scuola ha delle prassi ormai rodate, ben venga se riusciamo ad imparare le une dalle altre".