Una soldatessa si è suicidata nella giornata di ieri nella caserma Salsa a Belluno. Alpina, 30enne, già in servizio per 4 anni come fuciliere a Orcenigo in Friuli, ha deciso di farla finita impiccandosi in camera. La notizia ci è stata confermata dal comando dei carabinieri della città veneta, intervenuti nel tardo pomeriggio di ieri, 15 settembre per effettuare i rilievi e gli accertamenti del caso ed escludere eventuali responsabilità di terzi. L’allarme con la richiesta di soccorso al 118 sarebbe stato immediato. Ma lo staff sanitario non ha potuto fare altro che constatare la morte della donna. Per T..R., le sue iniziali, era troppo tardi.

“Le Forze dell’ordine sono stanche di piangere i loro colleghi e portare in spalla le loro bare. Con un altro suicidio siamo al quinto caso in 3 settimane. Una soldatessa in servizio presso la Caserma Salsa di Belluno si è tolta la vita nel suo alloggio di servizio impiccandosi . Siamo a molte decine di suicidi tra militari e poliziotti da inizio anno ma non ci si può limitare a ricordarli. Torniamo a chiedere presidi e assistenza psicologica obbligatoria per chi svolge compiti di pubblica sicurezza e ha la responsabilità dell’arma d’ordinanza. Bisogna inoltre allontanarsi dall’idea che si tratti di singoli casi isolati ma indagare sul ragioni di fondo che sono da minimo comune denominatore a questa strage silenzio a cui bisogna dar voce e con essa una speranza di porvi rimedio”. Lo afferma Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine