14 Ottobre 2021
12:49

Bari, si impicca a 9 anni: pm chiede cronologia video a YouTube, ipotesi gioco social

La tragedia è avvenuta a Bari lo scorso 25 gennaio. Secondo il pm Angela Maria Morea, Si ipotizza che possa essere stato manipolato da qualcuno su Internet tramite un presunto gioco online. Si indaga per istigazione al suicidio a carico di ignoti. E L’ultima carta è quella della rogatoria internazionale per accedere al server di YouTube che si trova in Irlanda.
A cura di Biagio Chiariello

Si era impiccato a 9 anni, il 25 gennaio scorso, nella sua stanzetta a Bari, una tragedia che potrebbe essere stata in qualche modo innescata dalla partecipazione ad un gioco estremo online. Questi i risultati ai quali è arrivata la Procura locale che ora si è rivolta direttamente a YouTube per ottenere e visionare la cronologia dei video ai quali il bambino ha avuto accesso all'epoca dei fatti.

Pm chiede cronologia video a YouTube

Il piccolo era stato trovato dai genitori con una corda attorno al collo e appeso a un attaccapanni. Da quel giorno la magistratura è impegnata a capire cosa l'abbia spinto a quello sconcertante gesto: dopo aver avuto dall'autopsia la conferma del decesso per soffocamento e aver passato al setaccio tutti i dispositivi digitali presenti in casa senza trovare tracce, sta tentando la strada della rogatoria internazionale in Irlanda. La sede legale di YouTube infatti presso The Academy, 42 Pearse Street, Dublino 2. La risposta al mistero potrebbe dunque essere scovata in quei server, nelle immagini del popolare sito di condivisioni video.

Ipotesi gioco social "Jonathan Galindo"

Nello specifico, la pm Angela Maria Morea che coordina le indagini, è dell'idea che possa esserci un collegamento con il gioco social chiamato "Jonathan Galindo". Col cappuccio, i denti gialli e uno sguardo inquietante assomiglia vagamente al personaggio ‘Pippo' di Walt Disney, spingerebbe i partecipanti a uccidersi, sottoponendoli a prove estreme. Se n'era parlato lo scorso anno anche col caso dell'11enne morto suicida a Napoli. Solo una storia inventata: le fotografie e i video che girano (sempre gli stessi e risalenti al 2012/2013) sono stati realizzati da un make up artist che lavora nel campo degli effetti speciali nel cinema; successivamente qualcuno ha rubato quel materiale, pubblicato su Internet, e lo ha usato per dare forma all'ennesimo personaggio malvagio che popolerebbe il web.
E tornando al caso del bambino barese, un amico gli aveva confidato che "se non faceva quello che gli diceva sarebbe venuto a prenderlo di notte". Già all'epoca la pm aveva aperto un fascicolo per istigazione al suicidio a carico di ignoti ed è l'ipotesi di reato sulla quale è ancora al lavoro.

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2 di askanews
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