"Quando l'ho vista l'ultima volta mi ha detto che con suo marito volevano avere dei bambini e che si sarebbero presto trasferiti in una casa tutta loro. Avevano tanti piani per il loro futuro". Anastasia, 24enne moldava, ha scoperto dopo soli 7 mesi dal suo matrimonio di avere un tumore aggressivo al terzo stadio, precisamente un linfoma a grandi cellule B e da allora lotta con tutte le sue forze per guarire e riprendere in mano la sua vita. A raccontare la sua storia è Xenia, 23 anni, anche lei di origine moldava, che vive in Italia, precisamente a Parma, da 11 anni, dove attualmente frequenta la facoltà di Lingue e Letterature straniere all'Università. "Io sono l'unica amica che ha che vive all'estero. Nel nostro Paese se sei malato devi scappare, le risorse sanitarie sono davvero poche. Non abbiamo medici competenti né attrezzature adeguate. Per questo Anastasia è costretta ad andare in Israele per curarsi".

Le due ragazze si conoscono da quando erano bambine e hanno mantenuto i contatti nonostante la distanza, dopo che Xenia si è trasferita in Italia. Per questo, quando Anastasia le ha chiesto una mano per sostenere economicamente tutti i trattamenti a cui avrebbe dovuto sottoporsi, lei non ha esitato un attimo e ha lanciato prima una raccolta fondi su Facebook e poi sulla piattaforma GoFundMe. "In Moldavia non è data la possibilità ai malati né di curarsi né di lanciare raccolte di soldi del genere – spiega Xenia a Fanpage.it -. Subito dopo aver scoperto il tumore, a maggio del 2018, è andata in Israele, dove si è sottoposta a 6 cicli di chemioterapia. Sembrava rispondere bene alle cure, ma sei mesi dopo, durante un controllo di routine, i medici le hanno detto che il cancro si era solo addormentato ma non era stato sconfitto. Per cui al momento l'unica speranza di sopravvivenza per lei è l'autotrapianto di midollo. Riceverlo da un estraneo sarebbe troppo pericoloso".

Non è detto però che Anastasia sia in grado di affrontare un'operazione del genere. "Prima di questo trapianto dovrà effettuare due cicli di chemio obbligatori e fare anche una puntura per preparare il corpo all'operazione. Se reagisce bene a questa cura si deve effettuare subito il trapianto, se invece non reagisce la situazione si complica e subentra il discorso dei programmi sperimentali. Un po' come è successo anche a Cologero, che ha una patologia molto simile a quella di Anastasia", continua anche Xenia che descrive la sua amica come una donna dotata di incredibile forza. "Si è laureata in Economia e anche durante il periodo della chemio ha continuato a lavorare come contabile facendo avanti e indietro tra Israele e Moldavia. Non ha mai aspettato l'aiuto degli altri, ma ha sempre trovato dentro di sé la forza di andare avanti. Ha tanti sogni da realizzare ancora insieme al marito, che ha sposato ad agosto del 2017: spero tanto di contribuire a realizzare i suoi progetti futuri".