Lo stabilimento della multinazionale Catalent di Anagni finisce al centro delle cronache internazionali per un un presunto stop al vaccino Astrazeneca, inasprendo lo scontro con l'UE: ci sarebbe un grosso quantitativo di dosi, si parla di ben 29 milione di boccette, stoccate nello stabilimento situato nella zona industriale in provincia di Frosinone. La notizia anticipata da La Stampa e confermata dall'Unione Europea, ha visto l'immediato intervento del presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber: servono "spiegazioni necessarie e con urgenza! AstraZeneca sta immagazzinando decine di milioni di dosi pur non rispettando il contratto europeo. Questo è inaccettabile. L'urgenza è enorme. Dovremmo rifiutare categoricamente qualsiasi esportazione di Astra Zeneca prodotta in Europa", è la sua reazione su Twitter.

La ricostruzione

Stando a quanto ricostruito dal quotidiano torinese, le dosi erano pronte per essere spedite in Regno Unito ma dopo un’indagine scattata dalla Commissione Europea sono state bloccate in Ciociaria. Un “tesoretto” nascosto scoperto grazie ad una segnalazione della Commissione europea alle autorità italiane. Le manovre di AstraZeneca "sono state scoperte grazie alla visita del commissario Thierry Breton nello stabilimento di Leida, nei Paesi Bassi, gestito dalla Halix. Si tratta di uno dei due impianti utilizzati dalla casa farmaceutica per produrre il farmaco sul territorio Ue (l'altro è a Seneffe, in Belgio). Il problema è che a oggi non ha ancora ottenuto l'autorizzazione da parte dell'Agenzia europea del farmaco. E senza il via libera dell'Ema le dosi non possono essere consegnate ai Paesi Ue. Questo discorso, però, non vale per il Regno Unito, che infatti negli ultimi mesi dello scorso anno avrebbe importato proprio i vaccini prodotti nello stabilimento olandese” scrive la Stampa.

L'accusa di Bruxelles

La capacità di produzione dello stabilimento di Halix sarebbe di 5-6 milioni di dosi. Il Regno Unito avrebbe sfruttato questa capacità per velocizzare la prima fase della vaccinazione, che sta procedendo a gonfie vele da settimane. Ora però le autorità mediche britanniche necessitano delle seconde dosi per immunizzare definitivamente i cittadini. Ma la stretta dell’Ue sull’export di vaccini prodotti nel suo territorio avviata dal 1 febbraio mette a serio rischio questo obiettivo. Il sospetto dell'UE è che AstraZeneca stia privilegiando le consegne dei suoi vaccini al Regno Unito a scapito dei Paesi dell'Unione. Per portare avanti questa strategia Bruxelles ipotizza che l'azienda anglosvedese abbia prima rallentato intenzionalmente la consegna dei documenti necessari all’Ema per ultimare il processo di autorizzazione al commercio del vaccino (arrivato settimane dopo il via libera della Gran Bretagna). Uno stratagemma messo in atto con le carte necessarie a Bruxelles per autorizzare l'impianto olandese di Halix. In entrambi i casi, AstraZeneca avrebbe potuto così consegnare i propri vaccini a Johnson & c. avendo due buone giustificazioni.

29 milioni di vaccini Astrazeneca nascosti in Italia

A questo punto Breton avrebbe segnalato “la situazione alle autorità italiane, che hanno effettuato delle ispezioni nello stabilimento Catalent di Anagni, utilizzato da AstraZeneca per il ‘fill&finish’, vale a dire le operazioni di infialatura”, scrive la Stampa. “Il primo rapporto spedito a Bruxelles dice che nei frigoriferi dei capannoni del sito laziale ci sono 29 milioni di dosi del vaccino – continua la Stampa – Fonti Ue spiegano che probabilmente non tutte sono state prodotte da Halix, ma si tratta comunque di fiale già pronte per essere iniettate che la casa farmaceutica puntava a spedire nel Regno Unito e non nei Paesi dell'Unione europea”. Numeri importantissimi se si considera che AstraZeneca ha consegnato ai 27 Stati Ue appena 17 milioni di dosi: alla fine del mese, stando al primo accordo, dovevano essere 120 milioni entro questo primo trimestre. L’ultima nota ufficiale degli anglosvedesi riferiva di consegne per 30 milioni di dosi. Ma ad oggi, 24 marzo, quell'obiettivo rimane praticamente un miraggio.