L’annuncio di Trump: “Aumento i dazi sulle auto in UE al 25%, non state rispettando patti”

Un messaggio che arriva diretto, senza giri di parole, e riapre uno scontro che negli ultimi mesi sembrava essersi almeno stabilizzato. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a colpire l’Europa sul terreno commerciale e lo fa annunciando un nuovo aumento dei dazi sulle automobili.
In un post pubblicato su Truth, il numero uno americano mette in discussione apertamente gli impegni presi con Bruxelles e rilancia: "Sono lieto di annunciare che, sulla base del fatto che l'Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale, la prossima settimana aumenterò i dazi imposti all'Unione Europea per le automobili e i camion in arrivo negli Stati Uniti. Il dazio sarà aumentato al 25%".
Un salto netto rispetto all’impianto definito appena pochi mesi fa insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, quando era stata fissata una tariffa base al 15% su gran parte dei beni importati negli Stati Uniti. Un equilibrio già fragile, peraltro, ridimensionato dopo l’intervento della Corte Suprema americana, che aveva portato la soglia al 10%.
Nel ragionamento di Trump, la leva dei dazi resta uno strumento per riportare produzione e investimenti negli Stati Uniti. "Se produrranno automobili e camion in stabilimenti negli Stati Uniti, non ci sarà nessun dazio", scrive ancora, indicando una linea già vista: pressione commerciale per spingere le aziende a spostare la produzione oltre oceano. E aggiunge: "Numerosi impianti sono attualmente in fase di costruzione, con investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari, un record nella storia dell'industria automobilistica".
La risposta europea non si è fatta attendere. Bernd Lange, presidente della Commissione Commercio del Parlamento europeo, respinge le accuse e ribalta la responsabilità dello strappo: "Il comportamento di Trump è inaccettabile". E ancora: "Il Parlamento stava per per ratificare la legislazione sull’intesa commerciale con gli Usa. Sono gli Stati Uniti ad aver ripetutamente rotto gli accordi, e non è questo il modo di trattare gli alleati. Ora possiamo solo rispondere con la massima chiarezza e fermezza".
Il nuovo fronte sui dazi si inserisce in una fase già delicata per l’economia globale, segnata dalle tensioni internazionali e dagli effetti del conflitto con l’Iran, che ha avuto ripercussioni anche sulle rotte energetiche strategiche. In questo quadro, la mossa di Trump rischia di colpire in modo particolare i Paesi più esposti sull’export automobilistico, a partire dalla Germania, già alle prese con una fase economica complessa.