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Sciopero autotrasportatori, nuova protesta dal 25 al 29 maggio contro il caro carburante: l’annuncio Unatras

Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali dell’autotrasporto merci, ha confermato il fermo totale dell’autotrasporto dal 25 al 29 maggio prossimi, per chiedere provvedimenti immediati contro il caro carburante: “Senza ristori immediati si spegne l’Italia”.
A cura di Antonio Palma
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Nuova protesta dei camionisti contro il caro carburante con un fermo totale dell’autotrasporto è stata proclamata da Unatras, l'Unione delle associazioni nazionali dell'autotrasporto merci, per la fine del mese di maggio. Lo sciopero degli autotrasportatori andrà avanti per cinque giorni, dal 25 al 29 maggio prossimi, con prevedibili pesanti ripercussioni sul trasporto di merci e beni in tutta Italia. La protesta fa seguito allo sciopero proclamato per questa settimana da Trasportounito e poi sospeso per il tragico incidente in cui ha pero la vita un camionista sulla A1.

La doppia protesta è frutto dello scontro tra le due sigle degli autotrasportatori sulle iniziative da intraprendere per protestare contro il prezzo dei carburanti. “Il fermo nel quale si è consumata la tragedia è stato proclamato da una sigla che ha agito in modo unilaterale ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi” sottolineano da Unitras spiegando che la nuova protesta invece è stata proclamata con "rigore e responsabilità" con “Preavviso di 25 giorni comunicato alla Commissione di Garanzia, servizi minimi garantiti, modalità conformi al Codice di autoregolamentazione dei servizi pubblici essenziali”.

Lo sciopero degli autotrasportatori scatterà dalle ore 00:01 del 25 maggio e proseguirà fino alle ore 24:00 del 29 maggio 2026 con un fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto. Unatras, l’organismo unitario che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane di autotrasporto, spiega che il fermo dei camion “è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane”.

L’associazione degli autotrasportatori chiede ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato; la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise; e l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo. “Senza ristori immediati si spegne l’Italia” sottolineano i camionisti.

“Ci rivolgiamo al Governo con chiarezza: il tempo delle risposte interlocutorie è finito. La categoria chiede da mesi misure compensative concrete contro l’insostenibile aumento del costo del carburante. Auspichiamo che il Governo riconosca il ruolo fondamentale dell’autotrasporto per l’economia nazionale e apra un confronto serio, con chi le regole le rispetta” concludono da Unatras.

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