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La telefonata choc di Vendola: risate su questione Ilva (AUDIO)

In un'intercettazione del 2010 pubblicata dal Fatto Quotidiano, il leader di Sel dice di "aver riso per 15 minuti" dopo aver visto il video in cui Archinà impedisce ai giornalisti di porre domande sui tumori all'ex patron dell'Ilva Emilio Riva. Oggi sono entrambi indagati per il disastro ambientale causato dal polo siderurgico di Taranto.

La telefonata choc di Vendola: risate su questione Ilva (AUDIO).

Il Fatto Quotidiano ha reso pubblica una telefonata tra Nichi Vendola e Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni esterne dell’Ilva del luglio 2010. In realtà però la storia comincia qualche mese prima, il 19 novembre del 2009, giorno della conferenza stampa per la presentazione del ”Rapporto ambiente e sicurezza” dell’Ilva. In tale occasione, il giornalista Luigi Abbate, inviato dell’emittente tarantina Blustar Tv, chiese ad Emilio Riva, ex presidente dell’azienda, delucidazioni riguardo al boom di tumori che, nella zona di Taranto, si stava riscontrando da qualche tempo. Una domanda scomoda, tant’è che l’uomo cercò subito di chiosare su un “ve li siete inventati”. Quindi intervenne il suo addetto alle relazioni istituzionali, appunto Girolamo Archinà, che levò il microfono dalle mani del giornalista e allontanò Riva dagli insidiosi interrogativi.

Quel video finisce su YouTube e qualche mese dopo lo vede pure Vendola. E ne parla divertito nella telefonata con Archinà. “Io e il mio capo di gabinetto abbiamo riso per un quarto d’ora”, dice commentando la “scena fantastica” dello “scatto felino”, con cui l’uomo ruba il microfono dalle mani di Abbate, definito “faccia di provocatore”, un improvvisatore “senza arte né parte”. Quindi il leader di Sel conclude la conversazione telefonica con una raccomandazione ad Archinà: “Dite a Riva che il presidente non si è defilato”.

Oggi Nichi Vendola è tra i 53 indagati nell’inchiesta sull’Ilva di Taranto. Secondo la Procura, il governatore avrebbe fatto pressioni sul direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, su richiesta dei Riva, perché si ‘ammorbidisse’ nei confronti del siderurgico tarantino. Deve, quindi, rispondere di concussione. Va peggio per Girolamo Archinà che è agli arresti domiciliari. E’ accusato di corruzione in atti giudiziari e di aver tenuto contatti con politici e amministratori di Comune, Provincia e Regione, dirigenti e giornalisti, per favorire la politica aziendale dell’Ilva.

Questa la trascrizione della telefonata tra Archinà e Vendola:
Archinà - Pronto?
Vendola - Sono Nichi Vendola.
A - Oh come va presidente…
V - Sono per dire una cosa seria anche se mi… sono molto colpito da una scena che ho appena visto ora i miei amici mi hanno fatto vedere a Roma una conferenza stampa e un’immagine, uno splendido scatto felino. [Risata]
A - [Risata]
V - Non potevo riprendermi. [Risata]. Non potevo riprendermi, ho visto una scena fantastica Dica a
A - [Risata]
V - Col mio capo di gabinetto siamo rimasti molto colpiti siccome ho capito quel è la situazione volevo dire che mettiamo subito in agenda un incontro con l’ingegnere.
A - Mh mh.
V - Archinà no! state tranquilli, non è che mi sono scordato.
A - No assolutamente.
V - Come fare ho paura che…
A - No ero sicuro.
V - Ho paura che metto la faccia mia e si possono accendere ancora di più i fuochi.
A - No ero siocuro, soltanto che sta degenerando veramente sta degenerando…
V - I vostri alleati principali in questo momento, lo voglio dire, sono quelli della Fiom.
A - Lo so.
V - Quelli più preoccupati, mi chiamano 25 volte al giorno.
A - E lo so e lo so lo lo so purtroppo i miei timori del recente passato si stanno dimostrando sempre di più sempre di più non solo l’Ilva ma anche altre persone sono nell’occhio del ciclone, ma tutto poggiato su una scivolata del nostro stimato amico direttore [Assennato, ndr]
V - Vabbè vabbè noi dobbiamo fare ognuno la sua parte e però dobbiamo sapere che a prescindere da tutti i procedimenti le cose le iniziative…
A - Se se
V - L’Ilva è una realtà produttiva.
A - E lo so infatti.
V - Cui non possiamo rinunciare e quindi dobbiamo vederci dobbiamo…
A - Certo certo…
V - Rifare garanzie, volevo dirglielo perché poteva chiamare Riva e dirgli che il presidente non si è defilato.
A - Vabbè no ma ne eravamo assolutamente certi.

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