L’audio di Report che rivela il patto Melania Trump-Zampolli: “Ci copri le spalle, noi ti proteggiamo”

Paolo Zampolli, imprenditore italiano e inviato speciale di Donald Trump, è entrato nelle grazie del presidente statunitense anche grazie a un ‘patto' stretto con la first lady Melania Trump? È quello che suggerisce la nuova inchiesta di Report, che andrà in onda domenica 26 aprile su Rai 3. In un'anticipazione diffusa sui social, la trasmissione ha pubblicato la registrazione di una telefonata che risale al 2017. Una conversazione in cui Zampolli, parlando con un conoscente, riportò le parole che Melania Trump gli avrebbe detto poco prima delle elezioni presidenziali: "Tu ci copri le spalle", letteralmente "You have our backs". "Qualunque cosa succeda, noi ti proteggiamo".
Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta di Sacha Biazzo, all'origine della telefonata ci sarebbe un caso scoppiato nel 2016. Prima delle elezioni presidenziali, il Daily Mail pubblicò un articolo in cui sosteneva che Melania Trump, in passato, avesse lavorato come escort. Non c'erano prove a sostegno delle affermazioni: la moglie del tycoon ottenne per vie legali non solo che l'articolo venisse rimosso, con le scuse del quotidiano, ma anche un risarcimento da tre milioni di dollari. La causa si chiuse ad aprile del 2017.
Pochi giorni dopo la sentenza avvenne la telefonata di cui Report ha diffuso la registrazione. Si tratterebbe di una conversazione di Zampolli con un suo contatto legato alle Nazioni unite. All'interno, l'italiano rivendica un rapporto strettissimo con la famiglia Trump e parla di una "protezione" che Melania gli avrebbe offerto.
"Ho scritto un documento per il presidente e la first lady, quello che hanno scritto in un discorso", afferma Zampolli. "Con il Daily (Mail, ndr)…Hanno appeno vinto una causa enorme, una causa enorme". E ancora: "Non posso parlarne perché ho un accordo di riservatezza e devo ancora ricevere l'assegno, l'abbiamo vinta solo la scorsa settimana".
Sembra evidente, insomma, che Zampolli sarebbe stato coinvolto direttamente nella causa, tanto da usare la prima persona: "L'abbiamo vinta". D'altra parte, alla guida di un'agenzia di modelle, l'italiano aveva anche scoperto una giovanissima Melania Trump (all'epoca Melania Knauss) e l'aveva presentata al futuro marito. O almeno, questa è la versione che lui ha raccontato per anni – anche se la recente diffusione degli Epstein files ha fatto emergere dei dubbi.
Tornando alla telefonata, Zampolli parla del suo rapporto stretto con Donald Trump: "Io sono in questo Paese grazie al presidente Trump. Mi ha dato un lavoro, ho iniziato nel settore immobiliare, mi sono costruito una bella casa. Non tradirei mai un amico".
Poi ancora: "Donald Trump sa che si è fidato del suo amico Paolo – mi considerano uno di famiglia – e sua moglie non è una prostituta. Forse non ha un grande accento americano, magari ha posato nuda come tante modelle, ma è una brava ragazza. Non vuoi che qualcuno chiami tua moglie una prostituta, la madre di tuo figlio". Fino alle frasi decisive, in conclusione: "Melania mi ha detto: ‘Paolo, non preoccuparti, tu ci copri le spalle. Qualunque cosa succeda, ti proteggiamo‘. Ok? Poi due settimane dopo hanno vinto le elezioni".
Di quale tipo di "protezione" si parlava? E in che misura Zampolli avrebbe "coperto le spalle" alla coppia presidenziale? Sta di fatto che, dopo l'inizio del primo mandato di Trump alla Casa Bianca, l'italiano ottenne incarichi prestigiosi nell'amministrazione statunitense.