Paolo Zampolli, l’uomo di Trump che conosce il legame tra Epstein e Melania: l’inchiesta di Report

Paolo Zampolli, l'attuale inviato speciale di Donald Trump, è un uomo considerato molto vicino all'attuale presidente degli Stati Uniti. Nato a Milano nel 1970, fondò un'agenzia di modelle negli anni Novanta negli Usa. Ingaggiò anche una giovanissima Melania Knauss, che sarebbe poi diventata Melania Trump. E, a quanto dice, la presentò al futuro marito. Tuttavia, negli Epstein files, dove il suo nome appare più volte c'è la testimonianza di un ex assistente di Jeffrey Epstein, resa all'Fbi nel 2019, che sosteneva che fosse stato il finanziere pedofilo a presentare Melania a Donald.
Sull'intreccio tra queste quattro figure – Donald Trump, Melania Trump, Jeffrey Epstein e Paolo Zampolli – si è concentrata l'ultima inchiesta di Report, realizzata da Sacha Biazzo. Perché il legame tra l'ex modella slovena e il finanziere pedofilo, secondo alcuni, sarebbe alla base dell'influenza che oggi il governo israeliano eserciterebbe su Donald Trump. "Hanno delle foto di Melania con Epstein. Non è Trump il punto. È Melania", ha detto alla trasmissione di Rai 3 Ari Ben-Menashe, ex membro dell'intelligence israeliana.

Melania Trump, Epstein e Paolo Zampolli
La first lady ha sempre smentito qualunque ricostruzione che parlasse di una relazione di alcun tipo tra lei ed Epstein. Lo ha ripetuto poche settimane fa, in una conferenza stampa convocata a sorpresa e senza un chiaro motivo.
Risulta che il finanziere e Zampolli abbiano anche tentato di fare affari, partecipando insieme a un'asta per acquistare un'altra agenzia di modelle. L'inviato speciale di Trump ha spiegato così: "Epstein è venuto da me perché lui non sarebbe riuscito a comprarla da solo perché c'erano delle caratteristiche per il compratore che doveva essere uno del settore, non poteva essere solo un fondo e me ne aveva parlato. Poi la cosa è svanita, lui non l'ha comprata e io ho perso il bid".
Zampolli ha detto di non aver mai saputo cosa facesse il finanziere pedofilo: "Sapevo che aveva le ragazze, ma non erano le mie, perché non erano neanche modelle, erano ragazzine, minorenni, massaggiatrici. Non ha mai… Quello che facevano le modelle era un cover-up per questo Epstein".
La storia di Amanda Ungaro
Amanda Ungaro, ex modella e compagna di Paolo Zampolli per circa vent'anni, anche lei entrata in contatto con Jeffrey Epstein quando era ancora minorenne, ha raccontato la sua esperienza. Lo ha fatto dal Brasile, dove si trova dopo essere stata deportata dall'Ice – lei afferma che questo sia avvenuto su pressione di Zampolli, che smentisce.
Ungaro sostiene anche che la chiave con cui il suo ex compagno ottiene ruoli e prestigio nell'amministrazione Trump sia proprio la moglie: "È Melania che lo spinge. Tra loro c'è un patto, un accordo. Ne sono sicura al cento per cento." Zampolli ha negato questo e anche le accuse di violenze fisiche, psicologiche e sessuali, sostenendo che le foto dei lividi mostrate da Ungaro sarebbero legate ad allenamenti di kickboxing.
Le frasi razziste sulle donne brasiliane
Zampolli nell'intervista a Biazzo ha parlato, tra l'altro, della sua idea creare un resort a Gaza, come mostrato da un video estremamente controverso diffuso l'anno scorso. "Io capisco qualcosina di real estate. Devi costruire, e costruirlo bene, dargli una bella casa. E costruiscigli un bel palazzo, così gli dai la casa e non litigano", ha detto, sostenendo che si tratti di un'idea per dare delle case ai palestinesi.
E proprio dai palestinesi è partito per un ragionamento: "Quei poveretti in Palestina li programmano che devono ammazzare gli altri e crescono con quello nella testa. Ce l’hanno scritto nei libri di scuola in quel paese lì. I brasiliani guardano la telenovela e sono tutti un po’ così. Avrai sentito che le donne brasiliane fanno i casini a tutti, giusto? Non è che era la prima questa", ha detto, riferendosi ad Ungaro.
Dopo alcune domande è arrivato il punto: "La donna brasiliana, anche quelle che ci sono qua, sono programmate a fare casino". Poco dopo, quando pensava che le telecamere fossero spente, Zampolli ha parlato di un'altra donna: "È una di queste tr**e brasiliane, queste razze bastarde brasiliane sono tutte uguali. Quella figa ci stavo insieme, me la scopavo, poi è diventata matta anche quella".
Un passaggio che la trasmissione di Rai 3 ha pubblicato, sollevando le ire dell'imprenditore. Che prima ha diffidato il programma dal mandare in onda la puntata, e poi ha annunciato azioni legali.