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Notizie sul caso di Leonardo La Russa

Caso La Russa, nuove foto e audio sul processo per stupro. Una testimone: “Rischio di far cadere il governo”

Il caso di Leonardo Apache La Russa approda alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con un ricorso della difesa della giovane. L’inchiesta di Report svela materiale inedito sulla notte del presunto abuso e i messaggi scambiati prima degli interrogatori da un’amica dell’indagato: “Rischio di far crollare il governo”.
A cura di Francesca Moriero
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Il caso giudiziario che vede coinvolto Leonardo Apache La Russa, terzogenito del Presidente del Senato Ignazio La Russa, si arricchisce di nuovi e controversi elementi alla vigilia della messa in onda della nuova inchiesta di Report. La giovane che ha accusato il ragazzo di violenza sessuale ha infatti deciso di presentare un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) di Strasburgo, chiedendo la revisione del procedimento e denunciando un presunto "condizionamento ambientale" che avrebbe gravato sulla valutazione delle prove a carico dell'indagato. Dal canto suo, il presidente La Russa ha ribadito di aver vissuto la vicenda "in religioso silenzio", attendendo l'esito dell'istruttoria che ha determinato l'estraneità del figlio dai fatti.

L'inchiesta giornalistica guidata da Giorgio Mottola promette però di portare alla luce materiale finora inedito e dettagli sulle testimonianze raccolte durante le indagini.

Mottola ha spiegato a Fanpage.it che la ragazza, pur parlando a volto scoperto per la prima volta (ma mantenendo l'anonimato sul nome), ha deciso di rivolgersi a Strasburgo per contestare l'iter del procedimento, anticipando che nel corso della puntata verranno mostrati diversi contenuti multimediali relativi alla notte in questione: "Ci saranno, ad esempio, i selfie che si sono scattati Tommaso Gilardoni e Leonardo Apache La Russa nel bagno di casa di Ignazio La Russa, immagini in cui si vede che la giovane è perfettamente ignara di quanto sta accadendo. Manderemo inoltre in onda un audio registrato quella stessa notte, che, secondo l'accusa, dimostrerebbe come lei si trovasse in uno stato di forte alterazione, e in cui racconta di avere una totale amnesia".

Il nodo più politico e delicato dell'intera vicenda ruota però attorno ad alcune chat scambiate tra le amiche dello stesso Leonardo Apache, messaggi che secondo il giornalista sollevano forti dubbi sulla spontaneità di alcune testimonianze chiave: "Mostreremo una serie di chat delle amiche di Leonardo La Russa che, secondo la parte offesa, descrivono come la ragazza, quella sera, fosse in condizioni psicofisiche fortemente alterata. In uno dei messaggi una di loro arriva ad ipotizzare che lui l'avesse drogata.", spiega ancora a Fanpage.it.

Secondo la ricostruzione di Report, la posizione di questa testimone chiave sarebbe stata ben diversa durante il confronto con l'autorità giudiziaria: "Questa ragazza è stata poi sentita dai magistrati e ha difeso Leonardo. Lo ha incontrato il giorno prima di andare all'interrogatorio. Ma in una delle chat affermava: Io rischio di far crollare il governo".

Il messaggio in questione risalirebbe proprio ai giorni immediatamente successivi alla diffusione pubblica della notizia, prima cioè che la testimone venisse ascoltata formalmente: "Quando la notizia esce pubblicamente, la testimone parla con la madre e dice testualmente: "Io potrei far cadere il governo, ho il governo tra le mani". Ma soprattutto", aggiunge Mottola, "pur avendo espresso alla madre i propri dubbi sul fatto che lui l'avesse drogata e avendo raccontato che la vittima era accasciata sul divano, dunque in condizioni tali per cui una persona normale non l'avrebbe portata a casa, il giorno prima di essere interrogata scrive a Leonardo esprimendogli tutto il suo appoggio".

Il quadro delineato dall'inchiesta riapre insomma il dibattito pubblico su un caso che unisce la cronaca giudiziaria milanese ai massimi vertici delle istituzioni. Una vicenda complessa dove il peso della politica, i dubbi sulle testimonianze e la gestione delle prove finiscono ora sotto la lente d'ingrandimento internazionale, in attesa che la CEDU si esprima sull'ammissibilità del ricorso presentato dalla difesa della giovane.

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