Nonostante la battaglia per l'abolizione dei voucher per il pagamento del lavoro occasionale, promossa attraverso la presentazione di formali requisiti referendari che verranno vagliati nel corso dei prossimi giorni dai giudici della Consulta, la stessa Cgil ricorrerebbe al pagamento delle prestazioni accessorie utilizzandoli. La notizia arriva da Bologna e coinvolge lo Spi-Cgil, la costola del sindacato dei pensionati. Secondo quanto riportato dal Corriere di Bologna, li Spi-Cgil retribuisce i propri lavoratori occasionali che lavorano meno di tre giorni a settimana con i voucher. Una bella contraddizione per chi della battaglia per l'abolizione di questo strumento ne sta facendo una questione di principio, come la Cgil nazionale, promotrice del referendum. "Il Corriere di Bologna, venuto a conoscenza che la pratica è diffusa nel sindacato dei pensionati della Cgil, ieri ha contattato il segretario regionale Bruno Pizzica. A caldo la sua risposta è stata questa: ‘Abbiamo l’indicazione dai livelli nazionali di non usare i voucher, i volontari che lavorano per noi poche ore al giorno al limite li paghiamo con i buoni pasto', spiega Pizzica. I buoni pasto? Poco dopo, però, molto onestamente il segretario regionale richiama e corregge il tiro: ‘Mi scuso, non mi occupo degli aspetti più organizzativi e non ero bene informato: quella dei ticket è una stupidaggine, è vero invece che utilizziamo anche noi i voucher, anche se continuano a non piacerci. Lo facciamo perché non abbiamo alternative', scrive il giornalista Olivio Romanini.

Il segretario dello Spi-Cgil di Bologna, Valentino Minarelli, ha invece spiegato: "Ma quali ticket? Noi usiamo i voucher per i nostri volontari che fanno lavori occasionali, stiamo parlando di una cinquantina di persone. Parliamo di persone che guadagneranno 150 euro al mese, che lavorano solo qualche ora per noi". Non rilevando una contraddizione nell'impiego di questo strumento, pur augurandosi comunque che i voucher vengano definitivamente aboliti e magari sostituiti con altre forme contrattuali, Minarelli evidenzia comunque che attualmente non esiste alternativa al voucher, se non il lavoro in nero: "Noi siamo praticamente costretti a utilizzare i voucher anche perché in questo momento ci consentono di fare un’operazione legale e trasparente. Tutto il resto di cui si può parlare, dal ticket ad altri contributi, ci porterebbe di fronte ad una prestazione economica impropria ".