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Plasma "buttato" nelle Marche

Sangue sprecato nelle Marche, il caos continua, la CGIL: “Tecnici allo stremo e macchinari fuori uso da 20 giorni”

Prosegue il caos sangue nelle Marche. In una comunicazione urgente inviata ai vertici sanitari della Regione la CGIL rivela un quadro allarmante e ben lontano dall’essere risolto all’interno dell’officina trasfusionale, con personale costretto a turni massacranti e macchinari per la refrigerazione del plasma guasti da oltre 20 giorni.
A cura di Davide Falcioni
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La grave crisi del personale che ha dato origine allo "scandalo sangue" nelle Marche – con la distruzione di almeno 323 sacche di plasma e il "riciclo" a scopi di "ricerca" di altre 932 unità – non sarebbe ancora stata risolta. È infatti in atto anche in queste ore presso l'officina trasfusionale dell'ospedale di Torrette di Ancona un durissimo braccio di ferro tra sindacati e politica: mentre i vertici sanitari e regionali hanno ripetutamente tentato di derubricare la vicenda a un mero "incidente di percorso" ormai superato – scaricando la responsabilità dell'accaduto su una "gestione non efficiente delle risorse umane disponibili" – una diffida formale della FP CGIL di sabato 18 aprile si è abbattuta come un macigno sulla narrazione istituzionale, svelando una realtà fatta – ancora – di macchinari guasti, carenze di organico strutturali e personale costretto a turni massacranti per non rischiare di buttar via altro prezioso plasma.

La versione ufficiale: "Emergenza rientrata e nessun problema di organico"

Finora, la linea difensiva dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche (AOUM) e dell'assessore regionale alla salute Paolo Calcinaro è stata chiara e rassicurante. Martedì scorso, durante una seduta del Consiglio Regionale, Calcinaro ha elogiato la tempestiva nomina della dottoressa Giovanna Salvoni come nuova referente dell'officina trasfusionale, affermando che il lavoro era stato "rimesso in carreggiata pur con le stesse forze che c'erano in precedenza".

Nelle settimane precedenti, inoltre, ben due comunicati stampa dell'Azienda Ospedaliera: nel primo, la direzione escludeva categoricamente che le criticità fossero "riconducibili a carenze strutturali o a insufficienza di personale", imputando l'accumulo delle sacche a due improvvise maternità e a una "non adeguata rimodulazione organizzativa". Nel secondo comunicato, il Collegio di Direzione difendeva a spada tratta il prestigio dell'ospedale, definendo la vicenda un "episodio circoscritto" e chiedendo di evitare "strumentalizzazioni o rappresentazioni distorte".

La verità della CGIL: "Dichiarazioni smentite dai fatti"

A contestare questa ricostruzione ci ha pensato sabato scorso la FP CGIL di Ancona. In una nota urgente inviata ai vertici sanitari – di cui Fanpage.it è entrata in possesso – il sindacato smentisce le rassicurazioni dell'assessore Calcinaro e dell'Azienda, portando alla luce un quadro allarmante e ben lontano dall'essere risolto.

Non solo la CGIL denuncia "carenze strutturali di organico" – smentendo di fatto i comunicati ufficiali dell'AOUM – ma rivela un dettaglio finora taciuto ai cittadini e all'aula consiliare: dal 30 marzo, dunque da più di 20 giorni, l'officina trasfusionale opera con un abbattitore di plasma fuori uso. Una situazione aggravata dall'incapacità di gestire i picchi di lavoro, specialmente nei fine settimana, quando il fragile sistema dei rinforzi volontari dalle altre aziende sanitarie (elogiato dall'AOUM) viene a mancare, lasciando turni scoperti e dipendenti costretti a lavorare ben oltre il proprio orario tramite ordini di servizio coercitivi.

Di fronte a queste evidenze, la tesi della giunta regionale e dell'azienda sanitaria dell'"episodio circoscritto" rischia di vacillare, dando ragione alle opposizioni in Consiglio Regionale che da settimane denunciano allarmi inascoltati fin dal 2023 e chiedono l'istituzione di una commissione d'inchiesta speciale.

Di seguito, riportiamo integralmente il testo della nota sindacale rivolto ai vertici della sanità marchigiana:

Alla cortese attenzione dei destinatari,

la scrivente Organizzazione Sindacale segnala, con la massima urgenza, il perdurare di gravi criticità presso l’Officina Trasfusionale dell’AOUM.

A far data da venerdì 17 aprile u.s., nonostante il fuori uso di un abbattitore di plasma dal 30 marzo u.s., si è registrato un sensibile incremento dell’attività di raccolta.

Nella giornata di ieri, solo grazie al supporto straordinario di due TSLB (Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, ndr) provenienti dalle AST – per un totale di 6 unità (di cui due in regime di prestazioni aggiuntive e quattro interni, uno dei quali ancora in formazione) – è stato possibile garantire il completamento delle attività di processo, con 379 sacche lavorate tra sangue intero e plasmaferesi.

Diversamente, nella giornata odierna, al momento, si rileva una situazione fortemente critica: a fronte di 423 sacche complessivamente pervenute, il turno pomeridiano risulta coperto da soli 4 TSLB (di cui uno in formazione), in assenza del supporto in prestazione aggiuntiva. Si segnala, altresì, che a un TSLB impiegato nel turno antimeridiano sarebbe stato impartito ordine di servizio per la prosecuzione dell’attività nel turno pomeridiano, unitamente a disposizioni perentorie volte al completamento delle lavorazioni indipendentemente dall’orario di fine servizio per tutti gli altri TSLB in servizio.

Tale gestione organizzativa è da ritenersi inaccettabile e non conforme ai principi di corretta programmazione, oltre che potenzialmente lesiva delle condizioni di lavoro e delle tutele contrattuali del personale. Appare ancor più grave alla luce delle dichiarazioni pubbliche circa l’assenza di carenze di organico, evidentemente smentite dai fatti.

Si evidenzia inoltre la reiterata incapacità di governare i flussi di raccolta, in particolare in prossimità dei fine settimana, quando – come noto – non è possibile fare affidamento sul contributo dei TSLB di altre aziende, trattandosi di prestazioni aggiuntive su base volontaria.

La scrivente Organizzazione Sindacale diffida formalmente codesta Azienda dal ricorso sistematico e improprio a ordini di servizio per sopperire a carenze strutturali di organico, nonché dal perseverare in una gestione dei carichi di lavoro non coerente con le risorse disponibili e con le normative vigenti.

Alla luce di quanto sopra, si richiede la convocazione urgente di un incontro specifico entro e non oltre lunedì 20 aprile p.v., finalizzato all’adozione di misure immediate e strutturali atte a superare le criticità evidenziate.

In difetto di riscontro, la scrivente si riserva ogni ulteriore iniziativa a tutela dei lavoratori.

Distinti saluti.

Maria Elisabetta Megna Segretaria Provinciale Funzione Pubblica CGIL Ancona

Allo stato attuale, Fanpage.it non è in grado di dire se la richiesta di incontro per oggi, 20 aprile, abbia avuto seguito. Di certo, però, le accuse della CGIL sollevano non pochi dubbi sulle rassicurazioni delle ultime settimane dei vertici politici e sanitari della Regione Marche, secondo cui non vi sarebbe nessuna emergenza nel personale dell'officina trasfusionale.

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