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Il Giappone quintuplica il costo dei visti turistici: dall’1 luglio si pagano 80 euro per entrare nel Paese

Dall’1 luglio 2026 cambiano le tariffe per i visti turistici necessari in alcuni casi per entrare in Giappone: è il primo adeguamento dei prezzi dal 1978.
Tokyo
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Dall'1 luglio 2026 entrare in Giappone costerà un po' di più, per alcune categorie di viaggiatori. Il Paese, infatti, ha deciso di aumentare le tariffe dei visti turistici. È un aumento storico, il primo dal 1978 ed è anche piuttosto consistente: cinque volte rispetto a quello originale, che dunque cesserà di esistere a partire da mercoledì, quando entreranno in vigore i nuovi costi. Il visto per entrare in Giappone è di due tipi. Quello per ingresso singolo, quindi per chi visita il Giappone una sola volta, passerà da 3000 yen a 15 mila yen (80 euro). Quello per ingressi multipli, quindi per chi visita il Giappone più volte all'anno, aumenterà da 6000 yen a 30mila yen (quindi 160 euro). Questa modifica si è resa necessaria a causa dell'inflazione e delle fluttuazioni dei tassi di cambio.

Per un cittadino italiano, per esempio, serve il visto per lavorare in Giappone (visto di lavoro), per studiare (visto per studenti), per trasferirsi, per un soggiorno superiore a 90 giorni o in casi speciali come un ricongiungimento familiare. Viceversa, è sufficiente un passaporto per viaggi di durata inferiore ai 90 giorni: in questo caso non si pagano gli 80 euro. Se una persona non è cittadina italiana ma vive in Italia, l'obbligo del visto dipende dalla nazionalità del suo passaporto, non dalla residenza in Italia. Bisogna poi considerare anche la tassa di partenza dal Giappone, che dal 1° luglio aumenterà da 1.000 a 3.000 yen (16 euro). Di solito è già inclusa nel prezzo del biglietto aereo, non si paga separatamente.

In realtà le nuoveregole sui visti fanno parte di una più ampia riforma dell'immigrazione, che incide anche sui residenti. A maggio, la Camera alta del Parlamento giapponese ha approvato una legge che innalza il tetto massimo delle tariffe per i residenti di lunga durata. Le domande di residenza permanente potrebbero arrivare a costare fino a 200.000 yen rispetto agli attuali 10.000 yen, passando quindi a 1083 euro.

Entro il 2028, il Giappone prevede di implementare il JESTA (Japan Electronic System for Travel Authorization), paragonabile all'ESTA statunitense o all'ETA britannico: l'innovativo sistema richiederà la registrazione prima della partenza ai visitatori provenienti da 74 Paesi esenti da visto.

Il governo è convinto che tutto ciò non avrà impatti negativi sul turismo: negli ultimi anni il Giappone ha battuto ogni record di visitatori, attraendo persone da ogni parte del mondo intenzionate a scoprire ogni aspetto della vita in questo posto così unico e affascinante.

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