Thailandia, il governo riduce la durata dell’esenzione dal visto per i comportamenti poco corretti dei turisti

Chi non sogna, o magari non ha già fatto, un viaggio in Thailandia? Che si tratti di una vacanza in un resort affacciato su acque cristalline o di un road trip zaino in spalla tra Bangkok e le isole del Sud, resta una delle mete che molti considerano un viaggio da fare almeno una volta nella vita. Tuttavia, qualcosa potrebbe cambiare per chi sta programmando una partenza. Negli ultimi giorni il governo thailandese ha annunciato una stretta sulle regole di ingresso nel Paese, ponendo fine al programma che consentiva soggiorni senza visto fino a 60 giorni per i cittadini di 93 Paesi. Per alcune nazionalità, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia e diversi Paesi europei, il periodo sarà ridotto a 30 giorni, mentre per altri casi si tornerà a differenti modalità di accesso. Si tratta di una decisione che segna un’inversione di rotta per un Paese che negli ultimi anni aveva invece scelto di allentare progressivamente le restrizioni nel tentativo di rilanciare il turismo.
Le nuove restrizioni adottate dal governo thailandese
La revisione delle regole arriva dopo l’introduzione, nel 2024, di una politica molto più permissiva pensata per incentivare il ritorno dei visitatori internazionali dopo gli anni della pandemia. Il programma consentiva ai cittadini di decine di Paesi di restare fino a due mesi senza richiedere un visto preventivo. Ora il governo thailandese ha deciso di tornare a un modello più restrittivo, riportando la permanenza consentita a 30 giorni per molti visitatori.
Le cause, tra sicurezza e cattivi comportamenti
Inizialmente, l’aumento degli arrivi turistici è stato accolto positivamente dal governo thailandese, ma parallelamente sono emerse preoccupazioni sull’utilizzo improprio dell’esenzione dal visto. Il Ministero degli Esteri thailandese ha spiegato che le nuove restrizioni sono state introdotte anche e soprattutto per motivi di sicurezza nazionale, segnalando casi di cittadini stranieri che sfruttavano soggiorni prolungati per lavorare illegalmente o per attività illecite. Attorno alla decisione si è sviluppato anche un ampio dibattito pubblico alimentato da episodi diventati virali sui social, con racconti di atti di vandalismo, turisti coinvolti in risse nei locali e comportamenti molesti spesso legati all’abuso di alcol. Nei casi più gravi, le autorità hanno inoltre richiamato l’attenzione su reti criminali, traffico illecito e attività legate allo sfruttamento e alla tratta di esseri umani.
La situazione per chi parte dall’Italia
Per i viaggiatori italiani la Thailandia rimane una destinazione accessibile, ma chi sta pianificando un soggiorno dovrà monitorare gli aggiornamenti sulle nuove norme d’ingresso. Le indicazioni pubblicate dalle autorità italiane, sul portale Viaggiare Sicuri, raccomandano inoltre di verificare eventuali cambiamenti prima della partenza attraverso i canali ufficiali dedicati ai viaggi all’estero. Oltre agli aspetti burocratici, vengono ricordate sul portale anche le consuete norme di prudenza legate ai soggiorni turistici in Thailandia, dall’attenzione nelle zone molto frequentate fino al rispetto delle leggi locali, particolarmente severe in materia di sostanze stupefacenti e ordine pubblico.