Freni e Frizioni tra i migliori bar del mondo, Riccardo Rossi: “Il Pornstar Martini lo serviamo col preservativo”
Il 23 settembre sono state pubblicate le posizioni dalla 100 alla 51 della classifica The World's 50 Best Bars, in attesa delle prime 50 che verranno annunciate a Milano il prossimo 7 ottobre. Con la posizione numero 62, il cocktail bar Freni e Frizioni di Roma si conferma l'italiano più alto nella fascia 100-51. Il bar manager Riccardo Rossi ha raccontato a Fanpage.it quali sono secondo lui i valori che fanno di Freni e Frizioni un luogo così tanto amato dalle persone. Ci ha anche accompagnato in un piccolo viaggio tra le più iconiche drink list tematiche di Freni e Frizioni, che in 21 anni di attività sono state il marchio di fabbrica di un locale spinto dalla voglia di divertirsi e da studio e ricerca continui. Un bar in costante evoluzione, che però non ha mai lasciato indietro la sua anima originale.
Divertimento e ricerca come valori guida
Secondo Riccardo Rossi, quello che le persone riconoscono in Freni e Frizioni è "il fatto che è un bar adatto a tutti, a tutte le età, anche per tutte le tasche se vogliamo." Racconta di avere assistito a "un periodo in cui i bar avevano preso una deriva un po' troppo seria", ma Freni e Frizioni non ha mai voluto rinunciare alla sua simpatia: "Ci si diverte, i ragazzi stanno sempre col sorriso, però dietro c'è un lavoro grosso sulla qualità della materia prima, sulla qualità dei drink. Freni quest'anno ha compiuto 21 anni e di anno in anno cerca sempre di migliorarsi. Credo che un'altra cosa che le persone riconoscono è il fatto che non ci siamo mai snaturati, siamo rimasti fedeli alla nostra linea, adattandoci allo stesso tempo un po' al mercato."
La follia delle drink list a tema e il fascino degli evergreen
Studio meticoloso e un pizzico di follia sono da sempre il carburante di Freni e Frizioni e dalla loro combinazione, negli anni, sono nate delle drink list a tema che sono diventate delle icone sia per i clienti che per i loro inventori. "Una a cui è stato veramente divertente lavorare", ricorda Riccardo, "è stata quella a tema videogiochi arcade. Il menu stampato su un foglio rappresentava il disegno di un arcade, dentro c'erano giochi tipo Super Mario, tipo Space Invader o Puzzle Bubble. Siamo riusciti a collegare in qualche modo i drink ai videogiochi, sia a livello di gusto, sia a livello anche estetico. Un altro menù storico, invece, è stato quello che riprendeva i drink comparsi all'interno di classici della storia del cinema."
Sul cambio ciclico della drink list si sta pensando a delle modifiche: "Finora la cambiavamo ogni sei mesi, da adesso in poi la cambieremo quasi su base annuale. Per fare dei drink c'è un lavoro di preparazione di ricette, ingredienti e tecniche di laboratorio, quindi dargli vita per solo sei mesi è quasi un peccato." Oltre a questo, nel menù è stata inserita anche la sezione "evergreen", dedicata ai drink che meritano di restare permanenti, che al momento sono tre: "Uno è il Cristian Passion. È un drink a base di vodka, passion fruit, fragola e liquore di Sambuco, lo inventò il mio socio Cristian e a oggi è il più venduto nella storia di Freni e Frizioni. Un altro è un mio vecchio signature, che si chiama Back to the Pisco, è una rivisitazione di un pisco sour. Il terzo invece è abbastanza recente, ma è stato uno dei più venduti nella lista, si chiama The Journalist."
Un omaggio ai grandi concerti
La drink list attuale, e che rimarrà ancora per un bel po', è un grande omaggio a 12 concerti che hanno segnato la storia della musica: "Ci sono i Beatles a Apple Corps, quando hanno suonato sul tetto, che oltre a essere stato interrotto dalla polizia è stata l'ultima apparizione dei Beatles tutti insieme. Abbiamo omaggiato anche l'MTV Unplugged dei Nirvana e Folsom Prison di Johnny Cash, quando lui suonò dentro al carcere. Per i Queen al Live Aid, invece, proponiamo una rivisitazione del Pornstar Martini e, per legarci al tema della lotta contro l'AIDS, lo accompagniamo con un preservativo firmato Freni e Frizioni."
Tutti questi dettagli così curati sono il motivo principale per cui Riccardo vuole dare ai drink una vita più lunga: "A volte è veramente un dispiacere dare vita a cose simili e farle morire nel giro di sei mesi. Creare queste liste richiede tempo, dobbiamo anche confrontarci con l'agenzia grafica per capire se quello che vogliamo rappresentare sui menù sia fattibile. Spesso prima che esca una drink list dobbiamo già iniziare a lavorare sulla successiva, quindi rallentare sarebbe comodo anche per noi."