Ferritin face: il medico avverte “Non basta un viso pallido per capire se si ha una carenza di ferro”
Pallore? Occhiaie? Labbra tendenti al violaceo? Su TikTok la diagnosi è presto fatta: ferritin face. Carenza di ferro. Dopo dottor Google ora anche TikTok è diventato un luogo per diagnosi fai da te con video, filtri e scritte in sovrimpressione. Una faccia più bianca del solito, un aspetto sciupato o stanco e subito scatta l'hashtag ferritin face. "In realtà però una carenza di ferritina non dà luogo a questi sintomi a meno che non si sia in presenza anche di anemia – spiega a Fanpage.it il dottor Carlo Gargiulo, medico di base – Quindi sulla base di questi segnali è scorretto parlare di una carenza di ferro".
Che cos'è la ferritina
La semplificazione dei social, la riduzione ad hashtag e a video di 30 secondi mal si prestano a tutto ciò che ha a che fare con la salute e la medicina. Per capire perché il trend ferritin face non ha fondamento scientifico partiamo dal capire che cosa è la ferritina. "Si tratta di una proteina che svolge il ruolo di riserva di ferro dell'organismo. Quando si fanno le analisi e si richiede anche il valore della ferritina si sta indagando sui depositi di ferro dell'organismo. È anche un valore significativo per l'infiammazione, un marker. A differenza della sideremia che invece ci dice quali sono i livelli di ferro circolanti nel sangue. Uso una metafora: la ferritina è lo stato del nostro conto corrente bancario, la sideremia è la moneta circolante, quella che spendiamo. Per poter impiegare le risorse nella quantità giusta dobbiamo sapere di quanto disponiamo". L'anemia invece è tutt'altra cosa "Consiste in una diminuzione del valore dell'emoglobina, la proteina che all'interno del globulo rosso consente di legare le molecole di ossigeno e di trasportarle ai tessuti e agli organi del corpo, il sangue che arriva alle periferie è poco ossigenato".
Cosa succede quando c'è una carenza di ferro
Una carenza di ferro particolarmente importante può determinare anemia. "Ci sono due casi più frequenti: il primo riguarda chi non assume abbastanza ferro attraverso l'alimentazione. Il secondo riguarda le donne in età fertile: le donne sono più soggette a carenza di ferro perché se hanno un ciclo particolarmente abbondante perdono molto sangue e ferro e nel mese che passa tra una mestruazione e l'altra non si fa in tempo a recuperare, e si va facilmente incontro ad anemia e carenza di ferro".
I segnali della carenza di ferro
A differenza di quanto dicono su TikTok la carenza di ferro non dà dei segnali particolarmente evidenti. "Se la carenza di ferro non ha dato anemia, non ha provocato diminuzione dell'emoglobina, non ci sono segnali che la evidenzino". Sarebbe più corretto al massimo parlare di anemia face: "I sintomi che descrivono sui social riguardano l'anemia più che altro: pallore cutaneo, occhiaie, labbra violacee, il pallore delle sclere, sono i segnali classici dell'anemia dovuti a una cattiva ossigenazione". Poi se a questi segnali che un medico rileva attraverso un esame obiettivo (non un video su TikTok) si aggiunge la stanchezza, è effettivamente probabile che la persona si trovi in una condizione di anemia. "Il paziente anemico è stanco, per ogni punto di emoglobina che si perde – i livelli sono 13 per gli uomini e 12 per le donne – c'è una significativa riduzione della reattività e si avverte una stanchezza sempre maggiore".
Attenzione agli integratori fai da te
Il pericolo di questo trend è l'automedicazione (oltre che l'autodiagnosi). Basta un video, un influencer particolarmente persuasivo, per convincerci di avere una carenza e di prendere un integratore che sta usando proprio quello stesso creator su TikTok. "Con gli integratori di ferro non si scherza. – avverte Gargiulo – Se non c'è una vera carenza il ferro va a depositarsi nel fegato ma se invece la carenza non c'è, l'eccesso di ferro può dare dei problemi importanti, soprattutto a livello gastrointestinale. Senza una reale esigenza, da concordare con il proprio medico previe analisi del sangue, evitiamo di prendere integratori". Possiamo lavorare sull'alimentazione. "Le verdure a foglia larga sono una fonte di ferro importantissima molto più significativa dei soliti spinaci e in più sono anche ricche di acido folico, la vitamina che con il ferro lavora per la produzione di globuli rossi e del trasporto dell'ossigeno. Poi ci sono i legumi, soprattutto le lenticchie. E ovviamente anche la carne". Una volta l'anno facciamo le analisi. "Facciamo un checkup e valutiamo anche i nostri livelli di ferro nel sangue, in presenza dei sintomi magari sbrighiamo subito gli esami e confrontiamoci col medico per capire il da farsi. A volte anche un integratore di acido folico può essere di grande utilità per un recupero veloce dei valori dell'emoglobina".